Certificato penale per richiesta cittadinanza

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Validità certificato penale del paese di origine

I tempi per le domande di cittadinanza sono sempre lunghi, ma alcuni documenti come i certificati di nascita sono sempre validi mentre altri scadono dopo sei mesi

I cittadini stranieri che vogliono presentare domanda per la cittadinanza italiana devono essere in possesso di diversi certificati, a cominciare da quelli di nascita.

Ma cosa succede se le procedure si protraggono nel tempo, complice la necessità di tradurre i documenti e di avere anche l’avallo legale affinché siano validi in Italia? La procedura è a rischio perché o certificati hanno una scadenza oppure rimangono sempre validi?

In base alla legge italiana tutti i certificati rilasciati dalle pubbliche amministrazioni che comprovano stati, qualità personali e fatti non soggetti a modificazioni nel tempo hanno una validità illimitata nel tempo. Invece tutti gli altri certificati hanno una validità di 6 mesi dalla data del rilascio e questo principio viene applicato anche ai documenti in arrivo dall’estero e che verranno utilizzati in Italia.

Facendo un esempio concreto quindi il certificato di nascita non avrà mai una scadenza perché i dati relativi alla nascita, cioè la data,il luogo ma anche i genitori sono stati già registrati e non sono cambiati nel tempo a meno che non ci siano state situazioni particolari come avviene nelle adozioni oppure nel caso di riconoscimento tardivo da parte di uno dei genitori, non registrato quindi in origine.

Al contrario, tutti i certificati che testimoniano una situazione variabile nel tempo, come ad esempio quello penale, quello di matrimonio o dello stato di famiglia, rilasciati dal Paese d’origine hanno una validità massima di 6 mesi.

Il motivo è legato al fatto che il richiedente potrebbe avere un carico pendente nella sua nazione d’origine per un eventuale reato commesso dopo che il primo certificato penale era stato rilasciato oppure ad esempio non essere più sposato con la stessa persona che risultava dal certificato di matrimonio prodotto.

E comunque prima di presentare la documentazione relativa alla cittadinanza, tutti i documenti in arrivo dall’estero devono essere legalizzati per l’uso in Italia dal governo stesso che ha emesso i certificati, devono essere tradotti in italiano e questa traduzione, in base alle nostre leggi, deve essere anche legalizzata dal Consolato italiano nel caso sia stata fatta da un traduttore autorizzato dal consolato oppure convalidata da un giuramento davanti al Tribunale nel caso sia stata fatta da un traduttore giurato in Italia.

Alcune prefetture inoltre, alla luce della lunga attesa che serve per ottenere l’appuntamento destinato alla presentazione della domanda per la cittadinanza, accettano comunque il certificato penale anche una volta scaduti i 6 mesi,a patto però che il richiedente non sia tornato nel proprio Paese dopo che il certificato è stato rilasciato.

Certificato penale per cittadinanza 14 anni

Quali sono i casi nei quali espressamente bisogna produrre un certificato penale del Paese d’origine e di Paesi terzi in cui si è soggiornato e quale è la validità del documento?

Il certificato penale da allegare alla domanda per la cittadinanza italiana è obbligatorio nel caso in cui al compimento del quattordicesimo anno di età il diretto interessato non risulti già residente legalmente in Italia.

Solo chi risulta iscritto nell’anagrafe prima di aver compiuto 14 anni e abbia mantenuto la residenza ininterrottamente in Italia, può essere esentato dalla necessità di presentare il certificato penale del Paese di origine.

apostille e legalizzazione cittadinanza

Un esonero che si applica anche ai ragazzi che risultano nati in Italia da genitori stranieri, siano cresciuti nel nostro Paese e al compimento dei 18 anni esprimano chiaramente la volontà di acquisire la cittadinanza italiana.

Una recente circolare del Ministero dell’Interno del 2016 esclude anche per gli aspiranti cittadini italiani arrivati e residenti in italia prima dei 14 anni la possibilità di autocertificare l’assenza di penale nel paese d’origine.

Come per diversi altri documenti da allegare alla domanda e passibili di modificazioni nel tempo, anche la durata ordinaria del certificato penale del Paese di origine e degli eventuali certificati di terzi Paesi è di sei mesi al massimo dalla data in cui è stato emesso il documento.

Inoltre il certificato deve essere legalizzato per l’uso in Italia e tradotto in italiano. La traduzione deve essere legalizzata dalla Rappresentanza italiana presente nel Paese d’origine oppure va prestato giuramento di fronte al Tribunale Civile in Italia.

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Avv. Angelo Massaro

Avvocato esperto in problematiche dell’immigrazione e diritto di cittadinanza

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