Cittadinanza ai figli di immigrati, ecco il nuovo testo

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Pronto il testo unificato per la riforma che verrà discusso in Commissione: più facilitazioni per i minori, ma nascere in Italia non dà automaticamente la cittadinanza

I figli che nascono in Italia da genitori immigrati e che, il padre come la madre, risiedano regolarmente nel nostro Paese da almeno cinque anni potranno avere subito la cittadinanza italiana senza dover passare da altri controlli.

È il passaggio essenziale del testo unificato per la riforma della cittadinanza che è stato depositato il 29 luglio scorso in Commissione Affari Costituzionali alla Camera e che prevede anche un’altra norma specifica: i bambini nati in Italia da genitori che non siano (almeno uno dei due) residente qui da cinque anni, oppure i bambini nati in altro Paese ma arrivati in Italia quando avevano meno di dodici anni diventeranno invece italiani dopo aver frequentato la scuola per cinque anni.

Un testo, quello presentato dalla relatrice Marilena Fabbri (Partito Democratico), che comprende sia lo ‘ius soli temperato’ ma anche lo ‘ius culturae’ come richiesto da molte parti e che ora necessita della discussione in Commissione per poi essere effettivamente esaminato dalle Camere.

Sempre in base alla proposta di riforma toccherà ai genitori del minore richiedere per lui la cittadinanza italiana con la cosiddetta “dichiarazione di volontà”. In caso contrario, anche soltanto per ignoranza della legge, al compimento dei 18 anni sarà lo stesso figlio a poter presentare la domanda entro un tempo che va fino ai 20 anni. E allo stesso modo chi è diventato italiano per volontà dei genitori, tra i 18 e i 20 anni potrà rinunciare.

Dal testo invece rimangono fuori gli adulti perché almeno per ora non è previsto in automatico che la cittadinanza venga data anche a loro, ma devono ancora attendere 10 anni di residenza regolare in Italia.

Però quelli che sono entrati in Italia da minori potranno chiedere la cittadinanza dopo sei anni di residenza regolare in Italia, soltanto se avranno frequentato come recita la proposta “un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo oppure un percorso di istruzione e formazione professionale con il conseguimento di una qualifica professionale”.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana