Cittadinanza americana negata a chi brucia la bandiera

Donald Trump : cittadinanza statunitense negata a chi brucia la bandiera

Il futuro presidente americano Donald Trump promette pene pesanti contro chi offende uno dei simboli americani. Ma la sua proposte non è costituzionale

Donald Trump sembra voler mantenere la parola. In campagna elettorale, quando ancora non era stato eletto 45esimo presidente degli Stati Uniti, il candidato repubblicano aveva promesso lotta dura contro chi non rispettava l’orgoglio americano e adesso lo conferma con in tweet: A nessuno deve essere permesso di bruciare la bandiera americana. Per chi lo fa, ci devono essere delle conseguenze, forse la perdita di cittadinanza o anno di carcere”, ha scritto anticipando così quella che sarà la sua linea di pensiero una volta che entrerà in carica a gennaio.

Donald J. Trump

✔@realDonaldTrump

Nobody should be allowed to burn the American flag – if they do, there must be consequences – perhaps loss of citizenship or year in jail!

Eppure c’è un principio della Costituzione americane che invece permette anche di bruciare la bandiera nazionale in pubblico, perché ritenuto un modo per manifestare comunque la propria libertà di espressione che negli Usa è sacra e quindi se Trump dovesse tenere fede alla sua promessa, la sua proposta sarebbe comunque anticostituzionale.

Lo ha ribadito una volta di più 26 anni fa la Corte suprema Stati Uniti con una sentenza nella quale ribadiva che il diritto di profanare la bandiera americana era protetto dal Primo emendamento.

Il ‘cinguettio’ del neo presidente molto probabilmente si riferiva alle manifestazioni di contestazione che si sono susseguite nei giorni successive alla sua elezione, come quella all’Hampshire College del Massachussets nella quale appunto alcune bandiere americane erano state bruciate per protestare contro di lui.

Da gennaio quindi se Trump vorrà cambiare la legge dovrà anche promuovere una riforma costituzionale che non si annuncia facile da digerire per nessuno. In pochi però ricordano che nel 2005 anche Hillary Clinton, allora nel ruolo di senatrice democratica, era stata portavoce di una nuova legge che prevedeva almeno un anno di carcere e una multa altissima per chi avesse bruciato la bandiera.

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Contro la nuova proposta di Trump però si sono schierati in molti, a cominciare dall’attore americano (ma di origine giapponese) George Takei: “Non credo che la brucerei mai – ha scritto su Twitter – ma morirei per il diritto di poterlo fare”.

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza