Cittadinanza e unioni civili

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Unioni civili, parte la corsa alla cittadinanza

Dall’11 febbraio 2017 è possibile inoltrare le domande per la cittadinanza italiana derivante da un’unione civile.

La legge sulle unioni civili che è stata approvata ed è entrata in vigore nella primavera del 2016 ha prodotto molti effetti. Tra questi anche l’aumento dei cittadini stranieri che hanno chiesto e ottenuto di poter diventare cittadini italiani avendo finalmente maturato la possibilità di farlo senza essere considerati fuorilegge.

Infatti accanto alla cittadinanza italiana per matrimonio, con la nuova legge sulle unioni civili è diventata effettiva anche la cittadinanza che deriva dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, equipollente.

Quindi un cittadino straniero potrà presentare domanda di cittadinanza, esattamente come succede con il normale matrimonio con un italiano o un’italiana, quando siano passati due anni dalla celebrazione dell’unione civile se risiede in Italia, oppure tre anni dopo se risiede all’estero.

Quindi per il momento questo genere di domanda non è ancora stato presentato da nessuno perché non sono passati nemmeno 12 mesi dall’entrata in vigore della legge sulle unioni civili e quindi bisognerà attendere la primavera inoltrata del 2018 prima che qualcuno si faccia avanti, ma la previsione è che le domande saranno un buon numero.

Ma la nuova legge ha anche avuto l’effetto di liberalizzare il riconoscimento in Italia delle unioni omosessuali celebrate all’estero, cioè in quei Paesi nei quali questa possibilità esiste da anni.

Quindi esistono già a tutti gli effetti persone che possono chiedere di diventare italiano e l’11 febbraio è diventata la data spartiacque, perché in quel giorno sono entrati in vigore i decreti attuativi sulle unioni civili: la prima conseguenza è che anche il portale cittadinanza del ministero dell’Interno (all’indirizzo https://cittadinanza.dlci.interno.it) è stato adeguato alla novità.

Come ha fatto sapere direttamente il Viminale proprio dall’11 febbraio 2017 è possibile inoltrare online le richieste di cittadinanza italiana anche per le unioni civili tra persone dello stesso sesso. E tra qualche settimana sapremo se la novità ha preso piede.

Cittadinanza italiana e unioni civili in consolato italiano

Buongiorno,

Volevo aver conferma che l’art. 5 della legge 91/92 si applica alle unioni civili in virtù del comma 20 della legge 76/16.

Glielo chiedo perché il consolato italiano di Londra dice il contrario (riporto il messaggio ricevuto da loro)

“Al momento attuale, la Legge n. 76 del 20 maggio 2016, nota anche come Legge Cirinnà – la quale è già in vigore – non ha apportato innovazioni in merito alla concessione della cittadinanza italiana, che continua ad essere regolata dalla Legge n. 91 del 1992″.

Grazie mille per la sua assistenza.

Risposta : Unioni civili e cittadinanza italianaricongiungimento familiare e unioni civili

Unioni civili e cittadinanza : un primo caso

Il primo caso si è verificato a Reggio Emilia. Parliamo della concessione della cittadinanza italiana ad un cittadino straniero in seguito all’unione civile: il primo caso in Italia si è verificato a Reggio Emilia, dove il 30 marzo del 2018 un uomo di cittadinanza portoghese si è sposato con un altro uomo di Reggio Emilia, ed ha giurato in Municipio la fedeltà alla Repubblica Italiana per ottenere la cittadinanza. 

Il matrimonio dei due soggetti è avvenuto in Portogallo, ma è stato trascritto – appunto come unione civile – in Italia. Per questo lo straniero ha potuto ottenere la cittadinanza nel nostro Paese. Quello appena verificatosi a Reggio è il primo caso in Italia di acquisizione della cittadinanza come seguito dell’unione civile fra due persone dello stesso sesso (omosessualegay o lesbiche). 

La cittadinanza dopo l’unione civile

Ma come si struttura, dal punto di vista normativo, l’acquisizione della cittadinanza in seguito all’unione civile ?

Tutta la normativa è racchiusa negli articoli 5,6,7 e 8 della legge sulla cittadinanza del 91/92, da coniugare con la legge 76/2016 (che però non ha apportato alcuna novità per quanto concerne la possibilità di acquisire la cittadinanza: per questo, in relazione alla cittadinanza, si fa riferimento ancora alla legge 91/1992 che permette di richiederla dopo il matrimonio o unione civile con un italiano/a). 

In sostanza, quello che avviene è questo: la persona straniera che si unisca in matrimonio o unione civile con un italiano ha diritto a richiedere la cittadinanza.

La richiesta può essere effettuata se 

  • lo straniero risiede legalmente in Italia (ed in questo caso la richiesta va fatta due anni dopo la data del matrimonio) 
  • lo straniero risiede all’estero (in questo caso bisogna aspettare tre anni dalla data del matrimonio). 

La domanda va presentata alla Prefettura del luogo di residenza o all’autorità consolare, se si risiede all’estero. 

Il procedimento dell’iter della cittadinanza deve essere concluso entro 730 giorni dalla presentazione della domanda, ma l’autorità può richiedere l’integrazione/regolarizzazione della domanda incompleta o errata dando un termine perentorio, trascorso inutilmente il quale la domanda verrà dichiarata irricevibile. 

Una volta che la domanda sia stata effettuata e che la procedura sia stata conclusa, se non vi sono motivi per non concedere la cittadinanza, viene notificato il decreto di concessione di cittadinanza al richiedente.

Il richiedente deve quindi prestare giuramento nel comune di residenza in Italia o presso il consolato entro sei mesi dalla notifica del provvedimento: dal giorno successivo al giuramento, si acquisisce la cittadina. 

La stessa, medesima disciplina or ora illustrata vale non solo per le persone di sesso diverso, ma anche per le persone dello stesso sesso, dopo la legge 2017. 

A partire dall’11 febbraio del 2017 è possibile richiedere (anche online) la cittadinanza italiana dopo l’unione civile fra persone dello stesso sesso, in modo speculare a quanto avviene quando una persona straniera sposa un italiano di sesso diverso. 

In questo caso il cittadino straniero, dopo due anni dalla celebrazione dell’unione civile (se risiede in Italia) o dopo tre anni (se risiede all’estero) può chiedere di acquistare la cittadinanza italiana. 

Non solo: la legge del 2017 ha anche liberalizzato il riconoscimento in Italia delle unioni fra persone dello stesso sesso che siano state celebrate all’estero. 

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

3 Comments on "Cittadinanza e unioni civili"

  1. utente cittadinanza | 29 dicembre 2016 at 0:14 |

    Desideravo sapere se posso unirmi in matrimonio civile con una ragazza del Salvador io sono ancora sposata con uomo posso avere conferma per favore di ciò che è stata la mia domanda questa ragazza non ha documenti e vive in Italia grazie

  2. unione e cittadinanza | 21 agosto 2017 at 21:02 |

    Siamo insieme da 12 anni e abitiamo a milano anche da 12 anni (residenza da più di 10 anni, ma il reddito discontinuo non mi permette di chiedere la cittadinanza per residenza). Abbiamo potuto registrare la nostra unione solo a maggio di questo anno. Volevo sapere se questo fatto da diritto a chiedere la cittadinanza prima dello scadere di 2 anni previsti dalla procedura di cittadinanza per matrimonio visto che non abbiamo potuto sposarci prima solo per la mancanza della legge.

  3. convivente | 25 agosto 2017 at 6:10 |

    Good mornking! I was curious about this and luckily found this site! My question is, “right now I’m residing with my partner as ‘Convivente‘ and we are about to declare in the office of civil unions that we are living together. But do we have to wait for 3 years later before we can get married or can we do it immediately and I wait to ask for citizenship after 3 years?”

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