Cittadinanza francese, verso una stretta del Ius soli

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Gli attentati a Parigi fanno pensare ad una revoca della cittadinanza francese ai condannati per terrorismo. Ma Sarkozy e il suo partito studiano modifiche allo ‘ius soli’

Uno dei primi provvedimenti che il governo francese è pronto a prendere dopo i recenti tragici attentati di Parigi è quello di una restrizione categorica delle leggi che regolano la cittadinanza francese, sia per chi già la possiede che per chi la richiede.

Lo ha detto chiaramente il Presidente francese, François Hollande, nel suo primo discorso ufficiale per commentare la drammatica situazione in Francia e le mosse della politica: “Dobbiamo essere sicuri di potere revocare la nazionalità a cittadini condannati per terrorismo, anche se sono francesi. Sicuramente non possiamo trasformare gli individui senza patria, ma dobbiamo assolutamente poter fare in modo che una persona condannata per atti di terrorismo, anche se è nata in Francia e se ha un’altra nazionalità possa perdere quella francese”.

Una restrizione secondo Hollande improrogabile: “Dobbiamo poter privare della sua cittadinanza francese un individuo condannato per aver attentato ai valori della Repubblica, anche se è nato francese, dal momento che beneficia di un’altra cittadinanza. Allo stesso modo dobbiamo poter impedire ad una persona con doppia cittadinanza di tornare sul nostro territorio se rappresenta un rischio terroristico, a meno che non accetti di sottoporsi a controlli strettissimi”.

passeport france passaporto francese

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Misure che sembrano ricalcare le richieste già avanzate dal centro destra guidato da Nicolas Sarkozy, pronto a ricandidarsi come Presidente della Repubblica. Uno dei punti forti nel programma dei Repubblicani (nuovo nome dell’UMP) è infatti la ridiscussione dello ‘ius soli’ che rappresenta anche un passo indietro : sino ad oggi infatti il partito era favorevole all’applicazione della legge che permette ai bambini nati da immigrati di ottenere automaticamente la cittadinanza al compimento del 18esimo anno di età, se hanno soggiornato nel Paese per almeno 5 anni.

Adesso invece tutto torna in discussione, tanto che Sarkozy è pronto a proporre un referendum interno al partito nel 2016 (un anno prima delle elezioni presidenziali) per verificare la linea da tenere sullo ‘ius soli’. Il rischio però è quello di sposare posizioni oltranziste che sono tipiche dell’estrema destra, il Front National guidato da Marine Le Pen, e per questo per il momento Sarkozy che solo quattro anni fa blindava lo ‘ius soli’ dicendo che era un fondamento della Francia è dubbioso.

Compromesso potrebbe essere come ha anticipato Eric Ciotti, braccio destro di Sarkozy, quello di
limitare lo ‘ius soli’ ai cittadini europei negandolo agli extracomunitari. Ma alla luce degli ultimi eventi la deriva verso posizioni di maggiore rigore, anche per non perdere voti, potrebbe scattare molto presto su entrambi i fronti.

LA FRANCIA VERSO LA REVOCA DELLA CITTADINANZA PER TERRORISMO

Dopo gli attentati che hanno colpito gravemente Parigi, le strategie anti terrorismo non sembrano cedere il passo ed è proprio a tal proposito che ancora una volta Parigi cerca di tutelarsi in ogni modo da questo pericolo che sembra non accennare ad estinguersi.

A tal proposito infatti è stato proprio il governo Francese a prendere posizione in merito della revoca della cittadinanza per tutti quei cittadini stranieri bi-nazionali che abbiano per un motivo o per un altro avuto a che fare con l’azione legata al terrorismo.

Ad annunciarlo è stato proprio in prima persona il Ministro francese Manuel Valls, che ha presentato la riforma costituzionale che era stata già prevista dall’esecutivo.

Attualmente la revoca della cittadinanza è solo prevista come detto per tutti i cittadini stranieri in possesso di doppio passaporto, ma le intenzioni del governo sono ben altre, ossia quello di estendere detta revoca anche a tutti i cittadini che pur essendo di origine Francese e quindi muniti di cittadinanza dalla nascita, che se pur in possesso di detto requisito si siano trovati coinvolti con l’opera del terrorismo e quindi abbiano riscontrato una condanna definitiva per lo stesso.

cittadinanza francese

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La discussione rimane comunque aperta e potremo assistere ai nuovi risultati soltanto in data 3 febbraio quando avrà luogo l’Assemblea Nazionale in cui si deciderà se la misura che era già stata annunciata dal Presidente François Hollande avrebbe fatto parte del disegno di legge come è stato anticipato in data 22 dicembre dal Ministro della Giustizia Christiane Taubira, che sarà poi in fase successiva sottoposta anche al Senato.

Da quanto detto sopra si evince che la lotta contro il terrorismo non si ferma anzi è possibile vedere come il piano del governo socialista miri con estrema forza a portare avanti e difendere detta causa alla luce degli attacchi subiti dalla stessa Parigi in data 13 novembre.

E’ stato sempre lo stesso Valls a ribadire con forza questo concetto in una conferenza stampa in cui ha cercato di sottolineare lo stato di emergenza a cui la stessa Parigi è giornalmente sottoposta e che non vedrà il minimo accenno di ribassa fino alla data prevista per il 26 febbraio in cui si porterà al termine e sarà quindi da considerarsi definitivamente chiuso.

Riforma della cittadinanza, in Francia si dimette il ministro della Giustizia

Christiane Taubira, ministro della Giustizia francese, si è dimessa in contrasto con la riforma della cittadinanza che vorrebbe toglierla ai cittadini francesi condannati per terrorismo

Se in Italia il dibattito sulla riforma della cittadinanza è ancora fermo in Senato, in attesa di approvare o meno il disegno di legge del governo, in Francia provoca dimissioni clamorose. Sono quelle di Christiane Taubira, la 63enne ministro della Giustizia che ha ufficializzato il suo addio nella mattinata di mercoledì 27 gennaio.

Contrasti insanabili, quelli di Christiane Taubira, con il presidente François Hollande a causa della proposta di emendamento costituzionale che propone la revoca della cittadinanza francese a tutti i cittadini indagati per terrorismo, che dispongano della doppia cittadinanza e siano nati in Francia.

Tutto è cominciato quando, la settimana scorsa, il ministro parlando ad un’emittente radiofonica algerina era stata chiara: secondo lei togliere la cittadinanza ai cittadini francesi nati sul suolo patrio significava mettere in dubbio un diritto fondamentale per l’uomo, quello di appartenenza alla comunità in cui è nato.

Una posizione diametralmente opposta a quella del governo di cui faceva parte e dello stesso Hollande e che ha creato sin da subito forti contrasti, sino al suo allontanamento anche se sotto forma di dimissioni.

L’ufficio di Presidenza si è limitato ad un comunicato nel quale formalizzava le dimissioni, subito accettate, anche alla luce del fatto che “il dibattito sull’emendamento costituzionale si aprirà oggi (ieri per chi legge, ndb) in Parlamento”. Lei ha detto tutto il resto con un semplice tweet: “Talvolta resistere significa restare, talvolta vuol dire andare via”. E ancora: “Sono per dare l’ultima parola all’etica e al diritto.

Al suo posto è stato subito nominato il deputato socialista Jean-Jacques Urvoas che è sicuramente allineato con le posizioni del governo, anche se il dibattito resta duro e apertissimo.

Certamente i tragici fatti del 13 novembre scorso, arrivati nello stesso anno dell’attentato alla redazione di ‘Charlie Hebdò’, hanno acuito le posizioni degli oltranzisti, ma ci sono anche le critiche di chi ritiene come la Francia da sempre schierata per la difesa dei diritti umani subirebbe così una deriva pericolosa.

Ora resta in piedi il progetto di riforma che prevede come i cittadini con la doppia nazionalità, anche se nati sul suolo francese, se condannati in via definitiva per attività terroristica non possano essere più riconosciuti come francesi, sposando la tesi dell’estrema destra a cominciare dal Front National ma anche dai socialisti.

In ogni caso l’approvazione della riforma costituzionale, compresa la possibilità di ricorrere allo stato d’emergenza ha bisogno della maggioranza rappresentata dai due terzi dei deputati e senatori francesi.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana