Doppia cittadinanza, divieto in Iran

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Doppia cittadinanza, in Iran non è ammessa

Come molti altri Paesi islamici anche l’Iran non contempla la concessione della doppia cittadinanza e quindi chi sia figlio di padre iraniano se rientra in patria dovrà rinunciare a quella italiana

Se in Italia per acquisire la nostra cittadinanza vale come regola quello dello ‘ius sanguinis’ e dunque quando c’è almeno un genitore italiano (per nascita o acquisizione) è condizione sufficiente per diventare cittadini italiani e soprattutto è permessa, come in diversi altri Paesi europei, la doppia cittadinanza non così è in altre nazioni mondiali a cominciare da quelle dei Paesi islamici.

Come in Iran, ad esempio, che ancora oggi rifiuta di riconoscere la libertà di possedere un doppio passaporto e quindi essere cittadino di due Paesi, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.

Gli stati invece a maggioranza islamica, come quello iraniano, tendono a preservare fino in fondo le loro origini e la loro radice. Quindi chi nasce in quel Paese deve essere fedele per sempre alla sua nazione d’origine e non potrà averne un’altra a rappresentarlo.

Ecco perché, quindi, non è possibile in alcun modo presentare domanda per ottenere anche un’altra cittadinanza da affiancare a quella originaria.

La legge vigente in Iran considera cittadini iraniani tutti i discendenti in linea paterna da cittadino iraniano, anche se non siano stati registrati presso le anagrafi consolari oppure non abbiano un passaporto iraniano.

Salvo rarissimi casi quindi per loro non sarà possibile ottenere un visto di ingresso su un passaporto di altro Paese ed è anche richiesto il passaporto iraniano per poter entrare sul territorio nazionale.

Cosa succede quindi se un soggetto nato in Italia da padre iraniano ma da madre italiana abbia il desiderio di andare a vivere in Iran?

In questo caso sarà costretto a rinunciare alla sua cittadinanza italiana e diventerà quindi automaticamente cittadino iraniano.

In più la legge italiana sul diritto di famiglia prevede che se il soggetto in questione voglia fare rientro in Italia e successivamente voglia sposare una cittadina italiana, a quel punto dovrà anche presentare una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese in base alla quale non ci siano ostacoli legali per quelle nozze.

Negli ultimi anni comunque le leggi italiane hanno difeso la possibilità che i due sposi pratichino culti diversi senza che questo impedisca la regolare contrazione del matrimonio, contrariamente a quello che avviene in molti Paesi musulmani.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana

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