Cittadinanza italiana: come velocizzare i tempi di attesa

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I tempi di attesa per ottenere la cittadinanza italiana sono piuttosto lunghi. Tolto il periodo necessario per raggiungere i requisiti previsti dalla legge, lo straniero deve attendere ulteriori 730 giorni prima di vedersi accettare l’istanza per diventare a tutti gli effetti un cittadino italiano.

Purtroppo, come i fatti ampiamente dimostrano, due anni non sembrano essere sufficienti e i limiti imposti non vengono (quasi) mai rispettati. Lo straniero rischia di dover attendere anche 4 o 5 anni prima di ricevere un “SI”.

La causa di queste lunghe attese burocratiche sembra essere la crescente domanda da parte dello straniero per ottenere la cittadinanza italiana. Dall’altra parte però troviamo un numero inadeguato di persone che si occupano di visionare le richieste, implementato proprio per questo motivo pochi mesi fa.

Nonostante siano state fatte nuove leggi per velocizzare le pratiche, i tempi di attesa continuano a essere molto lunghi. Ecco quindi due consigli per cercare di ridurli al minimo o almeno, di non uscir troppo fuori dal limite dei 730 giorni previsti dalla legge.

Come velocizzare i tempi per l’accettazione dell’istanza

Esiste un modo per velocizzare i tempi di attesa per lo straniero che vuole ottenere la cittadinanza italiana?

La prima cosa da fare è assicurarsi di non aver commesso errori nel compilare la domanda da presentare agli organi competenti. Il nostro consiglio quindi, è quello di farsi aiutare da un avvocato esperto in cittadinanze.

L’assistenza mirata e professionale può in questo caso voler dire molto perché va a eliminare la possibilità di vedersi avanzare la richiesta di ulteriori revisioni per integrare documenti o informazioni. Passaggi che inevitabilmente vanno a prorogare ulteriormente l’accettazione dell’istanza.

La seconda cosa da fare è sollecitare immediatamente l’organo di competenza quando sono trascorsi i 730 giorni di tempo previsti dalla legge per concedere la cittadinanza italiana allo straniero. In questo modo la domanda procederà, senza sottostare a inutili tempi di immobilità.

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Claudia Lemmi
Claudia Lemmi - Web Writer freelance con la passione per l'arte, la musica e tutto ciò che ruota intorno al web e la scrittura. Da anni collabora con numerosi portali d'informazione e blog verticali.

5 Comments on "Cittadinanza italiana: come velocizzare i tempi di attesa"

  1. velocizza | 29 ottobre 2015 at 21:57 |

    Vorrei fare un sollecito per la pratica della cittadinanza.
    La domanda è stata fatta in data .. con il prot. .
    La prefettura di Pordenone riferisce che la pratica è stata terminata nel 2013 e poi è stata inviata da voi nel ministero.
    Vorrei sollecitare che venga data una soluzione riguardo alla cittadinanza perchè , sono passati cinque anni.
    Aspetto una risposta quanto prima.

  2. cittadinanza | 5 marzo 2017 at 21:55 |

    Buongiorno,
    vorrei gentilmente chiedere un consiglio.
    Dopo i 730 giorno ho inviato una pec di diffida sia alla prefettura che al ministero a Roma.
    La prefettura mi ha risposto entro 1 mese dal mio invio dicendo che la domanda è ferma a Roma, ma non ho mai ricevuto risposta dal Ministero.
    Come dovrei comportarmi? Sono passati 2 mesi dalla mia Pec.

  3. Si può fare il sollecito già dopo il primo anno | 6 settembre 2017 at 5:11 |

    Buongiorno avvocato, le scrivo questo messaggio per sapere quanto dura, di solito, la prima fase della cittadinanza? ossia la fase in qui si riporta la seguente dicitura: “l’istruttoria è stata avviata.Siamo in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.

    Ho cercato su diversi siti ma non ho trovato un articolo chiaro riguardo questo argomento. Inoltre volevo sapere da lei cosa bisogna fare nel momento in qui la pratica rimane ferma in questa fase da un anno.

    Si può fare il sollecito già dopo il primo anno? oppure si deve fare la richiesta di accesso agli atti? mi puoi spiegare quando bisogna fare il sollecito, la richiesta di accesso agli atti?

    -Ho presentato la domanda per via telematica 11 Luglio 2017
    -Il codice k mi è arrivato il 25 luglio 2017
    La mia pratica era stata accettata con riserva poiché il file contenete il certificato penale risultava danneggiato. Quindi ho dovuto ri-scansionarlo (27 Luglio 2017) e recarmi alla prefettura il 28 Luglio 2017.
    – Da quel momento era iniziata la fase: “l’istruttoria è stata avviata.Siamo in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.

    Cosa mi consiglia di fare? dovrei fare una richiesta di accesso agli atti ora? se no, quando allora? dovrei fare un sollecito?
    Cosa posso fare se lo stato della pratica si trova sempre nella prima fase anche dopo 365 giorni?
    Grazie e buongiorno.

  4. Spett.le Dirigente Area 3bis,
    sono ormai trascorsi i termini di legge senza che il procedimento abbia avuto nel tempo alcuna variazione istruttoria, come rilevo dal Vostro sito SICITT. La pratica infatti trovasi ancora nella prima fase “in corso di valutazione”.
    Ciò stante, sollecito la S.V. a disporre quanto prima la definizione dello stesso.
    In attesa di Vostro riscontro, porgo distinti saluti.

  5. informazioni | 13 settembre 2017 at 4:51 |

    Buona sera vorrei chiedere informazioni su che ho bisogno per aver la cittadinanza o per mio figlio che è nato in Italia oppure per residenza che ho bisogno dato che ho vissuto 21anni in Italia e per problemi familiari mi trovo l’estero dato che vorrei tornare in Italia a vivere vorrei saper se posso ottenere la cittadinanza o per residenza o per aver dato un figlio al paese mio figlio a 21 lascio il mio email se mi potreste mandare informazioni

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