Come velocizzare la pratica di cittadinanza: la guida completa
Per ottenere la cittadinanza italiana è necessario seguire un iter ben preciso che a volte potrebbe protrarsi per diverso tempo. Ci sono delle situazioni in cui su supera il termine massimo previsto, come fare in questi casi? Quali sono le soluzioni per velocizzare la pratica di cittadinanza? Vediamolo insieme.
Le tempistiche per l’ottenimento della cittadinanza italiana
Chiunque voglia ottenere la cittadinanza italiana è tenuto a seguire un determinato iter finalizzato proprio all’ottenimento della stessa. Tuttavia è bene tenere a mente che si tratta di un procedimento che richiede del tempo di attesa e che pertanto non è possibile ottenere immediatamente il decreto di cittadinanza. Il tempo massimo è di 36 mesi, ma le tempistiche sono condizionate da fattori come:
- L’intervento attivo da parte del soggetto richiedente che può presentare diffide, solleciti o istanze di accesso agli atti;
- La tipologia di intervento che si decide di effettuare, ad esempio il ricorso al Tar accelera le tempistiche ma lo vedremo meglio più avanti;
- Ovviamente può rendere più lungo il procedimento anche la presenza di eventuali complessità, si pensi al soggetto che abbia carichi penali pendenti o che sia stato residente in diversi Paesi o anche in base al numero dei componenti del nucleo familiare perché appunto gli accertamente vengono effettuati su ciascun componente.
- Vi sono altresì delle condizioni che possono rendere la procedura più veloce, ad esempio se il soggetto richiedente ne ha urgentemente bisogno per ragioni lavorative.
Per rendere il tutto più veloce ed evitare il sopraggiungere di intoppi che rallenterebbero i lavori, è bene che il soggetto richiedente si faccia assistere da un avvocato esperto in materia affinché questo possa intervenire, laddove necessario, con solleciti, istanze, diffide e quanto altro possa tornare utile.
Come rendere la pratica più veloce prima dei 36 mesi
Con la Legge Lamorgese si è deciso di portare il termine ultimo per il procedimento mirato all’ottenimento della cittadinanza italiana, da 2 anni a 36 mesi anziché i 4 anni come previsto in precedenza dal decreto Salvini.
Ciò significa che prima dello scadere dei 24/36 mesi non è possibile esigere la conclusione dell’iter, si può e si deve però sollecitare l’ufficio competente affinché non venga violato il termine ultimo previsto da parte della Prefettura e del Ministero dell’Interno.
Ciò che consigliamo di fare è controllare la propria pratica di cittadinanza, verificarne lo stato e mostrare interesse nei confronti dell’avanzamento della stessa.
Cosa fare per velocizzare la pratica di cittadinanza dopo i 36 mesi
Ovviamente è diversa la situazione che si viene a configurare se è inutilmente decorso il termine di 36 mesi, dunque se il soggetto non ha ottenuto la cittadinanza italiana. In questo caso il legale rappresentante non può limitarsi ad inviare lettere di sollecito ma è bene che intervenga per mezzo di misure mirate e maggiormente risolutive.
Questo perché l’Amministrazione è tenuta per legge a dare una risposta, a prescindere dal fatto che questa sia positiva o negativa, entro i 36 mesi di cui sopra. Se questo non accade, è compito dell’avvocato quello di intimare, per mezzo di diffida, chi di dovere ad adempiere all’obbligo di fornire una risposta entro un termine perentorio.
Il ricorso al Tar per accelerare la pratica
Indubbiamente se si è alla ricerca di un metodo veloce per ottenere una risposta in merito alla propria domanda di ottenimento della cittadinanza italiana, uno dei più efficaci, una volta che sia stato superato il termine di 36 mesi, è il ricorso al Tar Lazio.
Ciò che si fa presentando il ricorso al Tar è chiedere al giudice di ordinare direttamente al Ministero dell’interno di esprimersi in merito alla richiesta di cittadinanza, concedendola nel caso in cui vi siano tutti i presupposti per farlo.
Infatti, nella pratica accade che prima di giungere all’attenzione del Ministero dell’interno, è spesso proprio l’Amministrazione ad accelerare le tempistiche.
Presentare istanza di accesso agli atti
Un’altra via che è possibile percorrere ma di cui è bene non abusare, è l’istanza di accesso agli atti.
La motivazione per cui è bene ricorrere con parsimonia a questa istanza è che in questo modo si dà avvio ad un ulteriore procedimento che di fatto potrebbe essere inutile se la pratica non è stata ancora elaborata nei suoi elementi essenziali.
Pertanto, si consiglia di presentare l’istanza di accesso agli atti dopo che sia decorso il termine di 36 mesi, prima di questo termine solo nell’ipotesi in cui si abbiano motivazioni valide per sostenere che chi di dovere non abbia fatto nulla in merito alla propria pratica.
In ogni caso, è bene sapere che di fatto l’accesso agli atti è un diritto previsto dalla legge spettante all’interessato che voglia accedere al proprio fascicolo, ad esempio per verificare che vi siano tutti gli allegati necessari.
Le situazioni che potrebbero bloccare la procedura
Le situazioni che possono rallentare la pratica per l’ottenimento della cittadinanza italiana sono differenti, di seguito però riportiamo le più frequenti.
Per problemi di residenza
Tra le cause più ricorrenti quando si parla di ritardi nella pratica di cittadinanza, ci sono senza dubbio le questioni legate alla residenza.
In particolare ci riferiamo all’ipotesi, anche abbastanza diffusa, di “buco di residenza”, intendendo come tale quella situazione in cui una persona non ha una residenza ufficiale registrata in Italia. Questo può comportare diverse conseguenze a livello amministrativo, fiscale e legale.
In tal caso il consiglio è senza dubbio quello di intraprendere un percorso parallelo finalizzato all’ottenimento della revoca della cancellazione dall’anagrafe del comune di residenza.
Per questioni giudiziarie
Infine, la pratica per la cittadinanza può subire rallentamenti anche importanti per questioni giudiziarie, legate fondamentalmente all’ambito penalistico.
Se ciò dovesse accadere, sta all’avvocato intervenire a monte per risanare la posizione del soggetto interessato e sbloccare così la pratica.
Come deve agire l’avvocato? Può farlo in primo luogo inoltrando una richiesta di visura delle iscrizioni nel casellario giudiziale della persona che sta richiedendo la cittadinanza e poi può presentare l’istanza di riabilitazione o di estinzione del reato a cui seguirà poi l’istanza di cancellazione delle notizie di reato dalla Banca Dati delle Forze di Polizia.
Il video come velocizzare la cittadinanza
Cittadinanze, ecco come intervenire sui tempi di risposta del Ministero dell’Interno
I tempi di attesa per ottenere la cittadinanza italiana sono piuttosto lunghi.
Gli altri Stati Europei (Svizzera, Inghilterra UK, Germania) hanno tempi di gestione più rapidi e provocando sconforto a chi ambisce allo status civitatis italiano.
I richiedenti la cittadinanza sono soggetti residenti in Italia da tantissimi anni, pagano contributi e tasse, aspirando a un diritto che molto spesso risulta difficile da raggiungere in tempi brevi.
Tolto il periodo necessario per raggiungere i requisiti previsti dalla legge (normalmente dieci anni per gli extracomunitari e quattro per i cittadini dell’unione europea), lo straniero deve attendere ulteriori 4 anni prima di vedersi accettare l’istanza per diventare a tutti gli effetti un cittadino italiano.
Purtroppo, come i fatti ampiamente dimostrano, due anni non sembrano essere sufficienti e i limiti imposti non vengono (quasi) mai rispettati.
Lo straniero rischia di dover attendere anche svariati anni prima di ricevere un “SI”.
La causa di queste lunghe attese burocratiche sembra essere la crescente domanda da parte dello straniero per ottenere la cittadinanza italiana. Dall’altra parte però troviamo un numero inadeguato di persone che si occupano di visionare le richieste, implementato proprio per questo motivo pochi mesi fa.
Nonostante siano state fatte nuove leggi per velocizzare le pratiche, i tempi di attesa continuano a essere molto lunghi.
Ecco quindi due consigli per cercare di ridurli al minimo o almeno, di non uscir troppo fuori dal limite dei quarantotto mesi previsti dalla legge.
Come velocizzare i tempi per l’accettazione dell’istanza
Esiste un modo per velocizzare i tempi di attesa per lo straniero che vuole ottenere la cittadinanza italiana?
La prima cosa da fare è assicurarsi di non aver commesso errori nel compilare la domanda da presentare agli organi competenti. Il nostro consiglio quindi, è quello di farsi aiutare da un avvocato per velocizzare la cittadinanza.
L’assistenza mirata e professionale può in questo caso voler dire molto perché va a eliminare la possibilità di vedersi avanzare la richiesta di ulteriori revisioni per integrare documenti o informazioni. Passaggi che inevitabilmente vanno a prorogare ulteriormente l’accettazione dell’istanza.
La seconda cosa da fare è sollecitare la cittadinanza immediatamente l’organo di competenza quando sono trascorsi i 2 anni di tempo previsti dalla legge per concedere la cittadinanza italiana allo straniero.
Inoltre esistono anche strumenti giuridici più efficaci come il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il silenzio del Ministero, oppure l’attivazione della segnalazione al Dipartimento della Funzione Pubblica.
Un altro strumento utile è la diffida tramite il Presidente della Repubblica che con un avvocato competente in immigrazione saprà consigliarvi al meglio.
In questo modo la domanda procederà, senza sottostare a inutili tempi morti di attesa.
Ti occorre un avvocato per velocizzare la cittadinanza ?


Vorrei fare un sollecito per la pratica della cittadinanza.
La domanda è stata fatta in data .. con il prot. .
La prefettura di Pordenone riferisce che la pratica è stata terminata nel 2013 e poi è stata inviata da voi nel ministero.
Vorrei sollecitare che venga data una soluzione riguardo alla cittadinanza perchè , sono passati cinque anni.
Aspetto una risposta quanto prima.
Buongiorno,
vorrei gentilmente chiedere un consiglio.
Dopo i 730 giorno ho inviato una pec di diffida sia alla prefettura che al ministero a Roma.
La prefettura mi ha risposto entro 1 mese dal mio invio dicendo che la domanda è ferma a Roma, ma non ho mai ricevuto risposta dal Ministero.
Come dovrei comportarmi? Sono passati 2 mesi dalla mia Pec.
Buongiorno avvocato, le scrivo questo messaggio per sapere quanto dura, di solito, la prima fase della cittadinanza? ossia la fase in qui si riporta la seguente dicitura: “l’istruttoria è stata avviata.Siamo in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.
Ho cercato su diversi siti ma non ho trovato un articolo chiaro riguardo questo argomento. Inoltre volevo sapere da lei cosa bisogna fare nel momento in qui la pratica rimane ferma in questa fase da un anno.
Si può fare il sollecito già dopo il primo anno? oppure si deve fare la richiesta di accesso agli atti? mi puoi spiegare quando bisogna fare il sollecito, la richiesta di accesso agli atti?
-Ho presentato la domanda per via telematica 11 Luglio 2017
-Il codice k mi è arrivato il 25 luglio 2017
–La mia pratica era stata accettata con riserva poiché il file contenete il certificato penale risultava danneggiato. Quindi ho dovuto ri-scansionarlo (27 Luglio 2017) e recarmi alla prefettura il 28 Luglio 2017.
– Da quel momento era iniziata la fase: “l’istruttoria è stata avviata.Siamo in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica”.
Cosa mi consiglia di fare? dovrei fare una richiesta di accesso agli atti ora? se no, quando allora? dovrei fare un sollecito?
Cosa posso fare se lo stato della pratica si trova sempre nella prima fase anche dopo 365 giorni?
Grazie e buongiorno.
Spett.le Dirigente Area 3bis,
sono ormai trascorsi i termini di legge senza che il procedimento abbia avuto nel tempo alcuna variazione istruttoria, come rilevo dal Vostro sito SICITT. La pratica infatti trovasi ancora nella prima fase “in corso di valutazione”.
Ciò stante, sollecito la S.V. a disporre quanto prima la definizione dello stesso.
In attesa di Vostro riscontro, porgo distinti saluti.
Buona sera vorrei chiedere informazioni su che ho bisogno per aver la cittadinanza o per mio figlio che è nato in Italia oppure per residenza che ho bisogno dato che ho vissuto 21anni in Italia e per problemi familiari mi trovo l’estero dato che vorrei tornare in Italia a vivere vorrei saper se posso ottenere la cittadinanza o per residenza o per aver dato un figlio al paese mio figlio a 21 lascio il mio email se mi potreste mandare informazioni
Trascorsi i 730 giorni la cittadinanza non è ancora arrivata, in fase stato di pratica: l’istruttoria si è completata,l’ufficio competente sta procedendo alla valutazione complessiva degli elementi informativi .Chiedo eventuale motivi del ritardo alla conclusione del procedimento .Uso della legge 241/90 articolo
Salve vi sto scrivendo riguardo alla mia richiesta di ottenere la cittadinanza Italiana. Visto che sono trascorsi più di 730 giorni dal giorno in qui ho fatto richiesta, oltre il limite previsto dalla legge, avevo bisogno di capire se per caso ci sono dei problemi? Mi sapete dire cortesemente quando tempo dovrò attendere ancora?
io ho fatto la richiesta per la cittadinanza il 2 aprile di quest’anno.Per quanto ne so io la pratica sta già a buon punto visto che la questura ha già espresso parere positivo a luglio.Ora quello che le chiedo io è che ho abbastanza urgenza per ottenere la cittadinanza entro luglio dell’anno prossimo per poter partecipare ai concorsi che usciranno ad aprile.So che si può mettere la pratica tra le richieste d’urgenza evidenziando i motivi di meritevolezza per PEC. dice che con la mia motivazione è fattibile?
Grazie in anticipo
Scrivo per poter sapere se posso velocizzare la mia pratica della domanda di cittadinaza per residenza.
Sono domiciliata dal 2003, ma la residenza l’ho richiesta solo nel 2006 perciò, siccome ho perso già degli anni non vorrei perderne degli altri.
Dal momento della residenza non ho mai cambiato casa perciò il controllo dovrebbe essere semplice senza perdita di tempo, ho soddisfatto tutti gli altri requisiti e convivo con mia sorella nello stesso nucleo familiare ( ho inserito anche il suo reddito nella domanda solo per il semplice motivo che lei è già diventata cittadina italiana ) quante possibilità ho di ottenerlo prima. mi sto preparando per dei concorsi pubblici ma finchè non divento cittadina Italiana quella realtà mi rimane ancora lontana.
In attesa di una gentile risposta porgo cordiali saluti.
sono residente in Italia da quasi 16anni e desideravo avere un’opinione da parte di un professionista riguardo alla cittadinanza italiana.
Ho inviato i documenti per la cittadinanza in via telematica a gennaio del 2017 e da allora sto aspettando.
Capisco che il periodo di attesa è di 2 anni, mi chiedevo se si potesse velocizzare la pratica? Oppure, avere una risposta per capire in che stato si trova?. Non vorrei che passino degli anni, senza alcuna risposta.
Purtroppo per anni e anni ho dovuto patire prima che mi consegnassero il permesso di soggiorno e parecchie volte mi è stato consegnato scaduto; prima di ottenere il permesso illimitato ho dovuto aspettare per ben 3 anni perché prima dovevo riconsegnare alcuni documenti, poi non trovavano la mia pratica ed infine secondo loro la carta era già pronta da un anno per essere consegnata.
Detto ciò, spero che Lei capisca la mia preoccupazione.
Ho studiato qui, conseguendo sia l’esame di stato che la laurea.
Ho letto che si può ricorrere ad un sollecito per velocizzare la pratica ma prima di agire vorrei avere un Suo gentile parere.
buongiorno sono passati 4 anni dalla richiesta della cittadinanza, volevo sapere la situazione della mia domanda