Cittadinanza italiana per bimbi profughi nati sui barconi

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L’appello dei pediatri italiani : cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati sui ‘barconi

Appello della Fimp, Federazione Italiana Medici Pediatri, alle istituzioni per concedere la cittadinanza a tutti i minori nati durante le traversate dei migranti verso l’Italia

Tutti i minori che siano nati durante le traversate dei migranti verso l’Italia, anche se il parto non è avvenuto in territorio nazionale, devono ricevere automaticamente la nostra cittadinanza.

È il succo dell’appello indirizzato dalla Fimp, Federazione Italiana Medici Pediatri, con una lettera inviata al Presidente della Repubblica, del Consiglio del Ministri, della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, oltre che ai Ministri degli Esteri, Salute, Interno, Lavoro e Politiche Sociali .

legge cittadinanza dei bambini ius soli

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La motivazione della richiesta è semplice: ogni minore nato in viaggio da madre profuga a causa di guerra o condizioni di povertà merita di diventare cittadino italiano, considerando in primis l’impossibilità di farlo rientrare nel suo Paese d’origine per i conflitti in atto o per condizioni che costituiscono una minaccia per il suo stato di salute e la vita

Un appello rilanciato da Giampietro Chiamenti, presidente della Fimp, che racconta la genesi della richiesta maturata nel corso del X Congresso nazionale e che spera di ricevere l’adesione anche di altre società scientifiche e associazioni.

In pratica i pediatri di famiglia della Fimp vogliono mantenere alta l’attenzione “sulle disuguaglianze nel riconoscimento dei diritti dei minori nelle condizioni di maggiore vulnerabilità: le migrazioni forzate sono oggi una delle condizioni a maggior rischio sia per i fattori di espulsione tragici e spesso irreversibili, sia per le problematiche incontrate nel difficile percorso migratorio e le persistenti difficoltà nell’accoglienza in Italia e in Europa”.

Come sottolineano i pediatri della Fimp i primi giorni di vita sono essenziali per lo sviluppo di ogni individuo e per questo occorre garantire qualsiasi forma di recupero delle migliori condizioni psicofisiche sia per la madre che per il bambino che hanno dovuto affrontare un viaggio così pericoloso.

Inoltre è necessario, come ha sottolineato anche Maria Rosaria Sisto, (responsabile nazionale Fimp per il bambino immigrato), far durare il minimo indispensabile lo stato d’emergenza per genitori e minori, evitando che debbano rimanere a lungo nei centri di accoglienza o di identificazione (i cosiddetti C.a.r.a.)

La concessione dello ius soli ai minori servirebbe a tutelarli assicurando tutti i diritti fondamentali che sono garantiti dalle leggi italiane a tutti i bambini presenti sul nostro territorio nazionale.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana