Cittadinanza italiana per stranieri

cittadinanza italiana

Cittadinanza italiana per stranieri: ampia sintesi

Legge n. 91 del 1992

L’attuale normativa della cittadinanza italiana per stranieri si basa sulla Legge n. 91 del 1992, integrata dalle disposizioni del pacchetto sicurezza incluse nella successiva Legge n. 94 del 2009.

Ius sanguinis

In via generale la Legge 91/92 prevede che l’acquisizione della cittadinanza italiana segua il principio giuridico del ius sanguinis : acquistano la cittadinanza italiana per diritto tutti i figli di genitore italiano. A tal fine è sufficiente solo uno dei genitori sia italiano e non importa se la nascita avvenga su suolo italiano o meno. Non è neppure necessario sia il genitore a riconoscere il figlio al momento della nascita per trasmettere la cittadinanza, venendo questa attribuita anche per riconoscimento successivo della filiazione, sia volontario che giudiziale.

Ius soli

Al contempo, seppur in via residuale, la Legge 91/92 contempla anche la possibilità di acquisire la cittadinanza per ius soli, ovvero per il solo fatto di essere nati su suolo italiano: è questo il caso dei nati da genitori ignoti e degli apolidi nonché dei nati in Italia da stranieri che, secondo la legge del loro paese, non trasmettono la cittadinanza al figlio. Si tratta però, di casi residuali, inseriti nella normativa per fare in modo che nessun nato in Italia possa essere privo di una cittadinanza.

Avo Italiano

La cittadinanza italiana è un diritto soggettivo non solo dei figli di un cittadino italiano, ma anche della discendenza di questi, fino al secondo grado. Nel caso dei discendenti di cittadini italiani, peraltro, la normativa e il regolamento attuativo della stessa istituisce inoltre delle modalità agevolate di acquisizione della cittadinanza italiana per stranieri. È il caso dello straniero discendente da avo italiano che abbia prestato servizio militare o servizio civile in Italia, oppure che sia dipendente dello Stato italiano o, infine, che risiedesse in Italia da almeno due anni al momento del raggiungimento della maggiore età.

Cittadinanza alla maggiore età

Diversamente lo straniero nato in Italia da genitori stranieri e che non possedevano avi italiani entro il secondo grado ha diritto alla cittadinanza italiana solamente se ha risieduto stabilmente in Italia dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore età. La residenza stabile in Italia può essere dimostrata sia grazie alle risultanze anagrafiche che per mezzo di qualsiasi altra documentazione, come ha chiarito il DL 69/2013 all’articolo n. 33. Il diritto alla cittadinanza italiana, in questo caso, va esercitato entro un anno dal compimento della maggiore età ma solamente nel caso gli ufficiali di Stato Civile abbiano informato il cittadino straniero di tale suo diritto, diversamente il diritto alla acquisizione della cittadinanza italiana si può esercitare anche oltre il compimento dei 19 anni.

Cittadinanza per matrimonio

Possiedono un diritto soggettivo ad acquisire la cittadinanza italiana anche quegli stranieri che sposano un cittadino italiano. Come previsto dagli articoli 5 e 8 della Legge 91/92, la richiesta di cittadinanza va presentata all’autorità consolare competente, se residenti all’estero, o al prefetto competente in base alla residenza italiana dei coniugi. Si dovrà dimostrare la residenza in Italia per due anni successivi al matrimonio o la regolare convivenza per tre anni dopo il matrimonio, se residenti all’estero. Tali tempi si riducono della metà in caso dal matrimonio nascano dei figli.

Chiaramente non deve essere intervenuta la separazione legale dei coniugi e il matrimonio deve essere ancora persistente, in più il coniuge richiedente non deve aver subito condanne penali per i delitti contro la personalità internazionale e interna dello Stato e contro i diritti politici dei cittadini così come non deve aver subito condanne penali per i delitti non colposi per i quali è prevista una pena edittale non inferiore a tre anni o condanne penali per reati non politici, con pena detentiva superiore a un anno, inflitte da autorità giudiziarie straniere con sentenza riconosciuta in Italia. Sempre al fine di semplificare l’acquisizione della cittadinanza italiana per stranieri iure matrimonii, il Ministero dell’Interno con propria direttiva 7 marzo 2012 ha previsto che sia il Prefetto a decretare conferire la cittadinanza italiana nel caso di cittadini stranieri residenti in Italia.

Cittadinanza per residenza

Per tutti gli altri casi, la concessione della cittadinanza italiana è una potestà dello Stato italiano e non un diritto soggettivo del cittadino. A tal fine, la Legge 91/92 stabilisce che può richiedere la cittadinanza italiana lo straniero extracomunitario residente legalmente in Italia da 10 anni, oppure lo straniero comunitario residente legalmente in Italia da 4 anni. Nel caso di stranieri apolidi, questi potranno richiede la cittadinanza italiana trascorsi solamente 5 anni di residenza legale in italia. Infine i discendenti da avo italiano in secondo grado che risiedano in Italia da almeno tre anni, così come gli stranieri maggiorenni adottati da cittadino italiano e residenti in Italia per 5 anni possono richiedere la concessione della cittadinanza italiana.

Cittadini stranieri dipendenti Stato Italiano

Ultimo caso è rappresentato dai cittadini stranieri che prestino servizio alle dipendenze dello Stato italiano, anche all’estero, per almeno cinque anni. In tutti questi ultimi casi, ribadiamo, la concessione della cittadinanza italiana è una concessione e non un diritto, il che significa che l’ottenimento o meno della cittadinanza italiana dipende dalla valutazione dell’interesse per lo Stato e per la comunità nazionale ad accogliere il richiedente quale nuovo cittadino italiano.

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Giraldi Costantino
web Writer , web content manager, scrittore di cittadinanza italiana e immigrazione

2 Comments on "Cittadinanza italiana per stranieri"

  1. Salve

    Vorrei capire meglio come si può procedere con i documenti richiesti x cittadinanza italiana .

    Sono una cittadina bulgara.
    Ho ottenuto il certificato del giudizio casellario, e’ stato tradotto legalizzato e apostillato in Bulgaria. Non e’ stato legalizzato presso l’ambasciata Italiana in Bulgaria. Questo e’ un problema?

    Il documento e’ già nel mio possesso. Si potrebbe fare qualcosa? Ho letto che l’apostille e’ sufficiente per rendere il documento valido in Italia. Si accetterebbe questo documento?

    Devo ancora sistemare il certificato di nascita. E’ possibile prendere l’apostille in Bulgaria e una volta ricevuto in Italia, mandarlo a tradurre e legalizzarlo in italia ? Una interprete qua in Italia mi ha detto che questo era possibile, e da 2015 preferibile.

    Mi potrebbe dare una indicazione precisa visto che sto ricevendo delle informazioni contraddittorie da tante parti?

    La ringrazio in anticipo!

  2. Nata in Italia, è vissuta in Italia però con genitori stranieri ma vissuti in Italia più di 15 anni, è possibile richiedere la cittadinanza italiana, anche se non ha ancora compiuto 18 anni?

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