Cittadinanza italiana, più risorse ai Consolati

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Cittadinanza italiana ereditaria, più soldi dal governo ai consolati

Chi richiede la cittadinanza italiana all’estero per ragioni ereditarie deve versare 300 euro un bollettino per la cittadinanza alla presentazione della domanda. Ora 100 euro di questi verranno ridestinati agli uffici consolari

Diventare cittadini italiani è un diritto anche per i discendenti degli emigrati italiani, ma costa 300 euro. È questa la richiesta dello Stato, attraverso i consolati, per portare a termine con successo la richiesta dopo aver presentato tutti i documenti necessari a cominciare da quelli che ricostruiscono effettivamente le ascendenze.

Ma tra la ricerca della documentazione che comprova l’origine italiana della famiglia e le lungaggini che le pratiche devono affrontare una volta che arrivano negli uffici consolari, sempre a corto di personale specializzato, i tempi per l’approvazione rischiano di diventare eterni tanto che ci sono casi estremi come quelli del Brasile, in particolare a San Paolo, dove stanno passando in questi giorni i richiedenti cittadinanza che hanno presentato domanda nell’estate del 2015 e nessuno di loro in realtà ha la certezza delle tempistiche che dovranno affrontare.

Un problema reale, soprattutto considerando che il corrispondente dei 300 euro in valuta locale (cifra fissata per le pratiche dal 2014) vengono in realtà versati subito. Una situazione di emergenza che richiede una soluzione e infatti nel disegno della legge di Bilancio 2017 sembrano esserci rimedi.

Un emendamento presentato dal relatore e appena approvato in Commissione Bilancio prevede che 100 euro dei 300 versati all’atto della domanda siano destinati direttamente al ministero degli Esteri che poi provvederà a girarlo “agli uffici dei consolati che hanno operato la percezione del contributo di 300 euro, in proporzione delle percezioni realizzate”.

E queste somme destinate agli uffici consolari serviranno a rafforzare i servizi per i cittadini italiani residenti o presenti all’estero. In particolare viene data priorità alla contrattualizzazione di personale locale “da adibire, sotto le direttive e il controllo dei funzionari consolari, allo smaltimento dell’arretrato riguardante le pratiche di cittadinanza presentate presso i medesimi uffici consolari”. Quindi complessivamente dovrebbero essere destinati ai consolati circa 4 milioni di euro ogni anno.

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Riforma cittadinanza

Una svolta positiva sulla carta che però non viene letta da tutti allo stesso modo. Se ad esempio Fabio Porta, presidente del Comitato italiani nel mondo ed eletto deputato Pd nella Circoscrizione Estero America Meridionale, ha salutato con favore il provvedimento perché per la prima volta viene destinata una somma importante che andrà a rafforzare la rete consolare e snellire quindi le pratiche, Ricky Filosa (coordinatore del Movimento Associativo Italiani all’Estero Nord e Centro America) giudica esiguo lo stanziamento.

Secondo lui tutti i 300 euro versati dai richiedenti cittadinanza dovrebbero essere destinati ai consolati, ma il governo Renzi ha bocciato l’emendamento presentato. Non si tratterebbe però di beneficenza, ma semplicemente del riconoscimento di diritti.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana