Cittadinanza sportiva e i minori residenti in Italia

cittadinanza italiana

Ius soli sportivo

Il Progetto di legge n.1949 “Disposizioni per favorire l’integrazione sociale dei minori stranieri residenti in Italia mediante l’ammissione nelle società sportive appartenenti alle federazioni nazionali, alle discipline associate o agli enti di promozione sportivaapprovato dalla Camera dei Deputati il 14 aprile 2015 prevede che :

  • i minori di diciotto anni ;
  • che non siano ancora cittadini italiani ;
  • ma che risultino regolarmente residenti nel territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno di età

possano essere tesserati con le stesse procedure previste per il tesseramento dei cittadini italiani presso :

  1. società sportive appartenenti alle federazioni nazionali o alle discipline associate o presso
  2. associazioni ed enti di promozione sportiva

Il tesseramento resta valido anche dopo il compimento del diciottesimo anno di età fino al completamento delle procedure per l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di coloro che ne abbiano fatto richiesta (secondo le procedure previste dalla Legge di cittadinanza n. 91/1992)

L’obiettivo del disegno di legge è di favorire l’integrazione dei minori stranieri tramite il coinvolgimento nelle attività sportive.

Il Tesseramento sportivo Ius soli

Alcune federazioni sportive applicano da tempo lo “Ius Soli Sportivo

La Federazione italiana hockey ha stabilito che gli atleti extracomunitari ma nati in Italia sono da considerarsi italiani a tutti gli effetti, per tutti gli eventi organizzati e/o autorizzati dalla Federazione hockey.

Conseguentemente, le procedure di tesseramento da seguire saranno quelle riferite ad atleti italiani (c.d. Tesseramento Ius soli).

In particolare, sono definiti “italiani” gli “atleti che possiedono la cittadinanza della Repubblica italiana e assimilati e quanti, pur non avendo la cittadinanza italiana, risultano nati in Italia (cosiddetto “ius soli“); nel caso di nazionalità plurima, quella italiana è considerata prevalente.

Analogo regolamento viene applicato anche dalla Federazione pugilistica italiana

Sport senza cittadinanza: troppe disparità tra italiani e stranieri

Tra le tante iniziative messe in campo dal Governo per gestire al meglio l’emergenza profughi e favorire l’accoglienza dei rifugiati ucraini c’è anche il tesseramento dei minori provenienti dall’Ucraina nelle società sportive dilettantistiche, almeno fino al termine dell’attuale stagione.

L’atto d’urgenza della FIGC, che risale allo scorso 10 marzo, è stato salutato positivamente da tutta la comunità sportiva, che ha accolto con favore l’intervento nei confronti dei giovani ucraini costretti a lasciare il proprio Paese in seguito all’invasione dell’esercito russo.

Tuttavia, come emerge chiaramente nel rapporto “Sport e cittadinanza. Norme, pratiche e ostacoli” realizzato e pubblicato da ActionAid, proprio questa misura ha reso ancora più evidente la disparità di trattamento nell’accesso all’attività sportiva tra minori stranieri e minori italiani.

Negli ultimi anni, come sottolinea al portale Vita.it la referente ActionAid per la Campania, Daniela Capalbo, abbiamo assistito ad un impegno più concreto da parte del mondo dello sport su tematiche come l’inclusività: tuttavia, è sempre la referente ad evidenziare come ci sia ancora molta strada da fare per garantire a tutti la possibilità di accedere alla pratica sportiva, indipendentemente da origine e status giuridico.

Lo Ius Soli sportivo e lo Ius Culturae sportivo

Nonostante le buone intenzioni di partenza, lo Ius Soli sportivo e lo Ius Culturae sportivo hanno alimentato le discriminazioni.

Con la prima misura, ad esempio, viene data via libera al tesseramento presso le società sportive dei minori che non sono cittadini italiani ma che risiedono in Italia dal compimento dei 10 anni di età; senza dubbio un passo in avanti, ma al tempo stesso restano fuori coloro che sono giunti nel nostro Paese all’età di 11 anni, 12 anni e così via.

In più, il criterio della “residenza regolare” lascia più di una perplessità, dato che non viene precisato di quale residenza si tratti: tuttavia, l’aggettivo regolare presuppone che il riferimento sia in termini anagrafici, ed è ovviamente un problema per gli stranieri, dato che il possesso della residenza anagrafica è legato soprattutto alla titolarità del permesso di soggiorno.

Lo Ius culturae sportivo cerca di colmare alcune lacune dello Ius soli

Con questa misura, infatti, anche i minori di Paesi che non appartengono all’UE e non sono in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno in Italia possono tesserarsi nelle varie società sportive, a patto che venga dimostrata l’iscrizione da almeno un anno ad una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano.

Il problema è che molto spesso lo Ius culturae sportivo viene disatteso o ignorato: si sente spesso di casi in cui viene negato il tesseramento di figlie o figli di genitori che risiedono irregolarmente sul territorio italiano o che presentano difficoltà nell’ottenimento del certificato di residenza anagrafica.

Il progetto Dialect – “Disrupting Polarization: Building Communities of Tolerance throught Football”, finanziato dal Programma Rights Equality and Citizenship (REC) dell’Unione Europea, ha messo in evidenza come la pratica sportiva giochi un ruolo molto importante nella costruzione di una società maggiormente inclusiva.

In Italia, Dialect ha preso vita nell’area metropolitana di Napoli, con il coinvolgimento di 8 associazioni e di 150 adolescenti, assieme alle loro famiglie e anche ai rappresentanti istituzionali.

Analizzando la correlazione tra calcio e politica è emerso come alcuni gruppi xenofobi e razzisti tentino di strumentalizzare lo sport, instillando tra i giovani elementi come la discriminazione e l’esclusione.

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    Avv. Angelo Massaro
    Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

    1 Comment on "Cittadinanza sportiva e i minori residenti in Italia"

    1. Come posso ottenere la cittadinanza italiana in meno tempo possibile il motivo è che gioco a calcio | 10 Ottobre 2017 at 5:13 |

      Come posso ottenere la cittadinanza italiana in meno tempo possibile il motivo è che gioco a calcio in una squadra che debutta in campionato nazionale della serie B e l’obbligo e di avere tre stranieri in squadra però io sono il quarto e possibile avere prima la cittadinanza italiana ?
      Aspettare due anni e tanto per me, ho mandato anche la lettere alla società che mi è arrivata dalla prefettura di Pordenone
      Nella quale c’era scritto che devo aspettare 730 giorni
      Se potete darmi qualche consiglio di come fare vi ringrazierei moltissimo…
      Grazie

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