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Il Congo e la doppia cittadinanza: il caso Katumbi

Il problema della cittadinanza italiana sta facendo capolino in questi giorni nel corso del dibattito politico in vista delle elezioni presidenziali nella Repubblica Democratica del Congo, che si terranno il 23 dicembre 2018.

Ma cosa c’entra la cittadinanza italiana con la Repubblica Democratica del Congo ? È presto detto.

La questione riguarda il fatto che un candidato alle presidenziali, Moïse Katumbi, sia figlio di un greco e di una congolese ed abbia ottenuto anni fa la cittadinanza italiana, ed il fatto che il Congo non ammetta la doppia cittadinanza.

Ma facciamo un passo indietro e scopriamo chi è Moïse Katumbi. Moïse Katumbi è nato il 28 dicembre del 1964 e fa parte attualmente del Partito del Popolo per la Ricostruzione e la Democrazia.

Katumbi è un imprenditore di successo. Dal 2007 al 2015 è stato presidente della regione del Katanga nonché ex braccio destro dell’attuale presidente congolese. Proprietario di una delle maggiori squadre di calcio dell’Africa, è anche un politico di un certo peso, che col suo carisma ha saputo riunire e consolidare l’opposizione.

Inoltre è (rectius: era, dato che come vedremo ha rinunciato anche alla cittadinanza italiana) iscritto all’anagrafe di San Vito dei Normanni, provincia di Brindisi, ed ha acquisito nel 2000 la cittadinanza italiana.

Qual è quindi il problema ? Come abbiamo accennato, Katumbi è cittadino italiano, e dato che il Congo non accetta la doppia cittadinanza, Katumbi potrebbe essere considerato uno straniero e come tale non potrebbe mai correre alle presidenziali del Paese.

Al di là della questione politica (non sono in pochi, fra cui il giurista Micheael Tshinbangu, a ritenere che la questione della cittadinanza di Katumbi sia di lana caprina, volta eminentemente ad escluderlo dalla competizione elettorale per motivi politici) come si imposta la questione della cittadinanza in Congo?

La doppia cittadinanza in Congo

Nella Repubblica Democratica del Congo la questione della cittadinanza è disciplinata direttamente dalla Costituzione, la quale sancisce – negli articoli 10 e 72 del testo, così come aggiornati dalla legge n. 11/002 del 20 gennaio 2011, che la nazionalità congolese è “una ed esclusiva”.

Non solo, in modo molto esplicito e senza lasciare dubbi viene anche sancito che (la cittadinanza congolese) “non può essere detenuta in concomitanza con altre nazionalità”.

L’articolo 72, completando il quadro, dice che bisogna essere di cittadinanza congolesi (di origine) per poter essere candidati alla presidenza della Repubblica, mentre l’articolo 10 specifica ancora che “Una legge organica determina le condizioni di riconoscimento, acquisizione, perdita e recupero della nazionalità congolese”.

Qui sta il nocciolo della questione che tiene in scacco Katumbi : inoltre le autorità congolesi hanno iniziato un’indagine nei suoi confronti, perché Katumbi è accusato di aver “violato la legge che vieta la doppia cittadinanza”.

La doppia cittadinanza in Congo quindi non è riconosciuta, non esiste.

La questione che riguarda Katumbi però è ancora più complessa. Egli il 13 gennaio del 2017 ha infatti rinunciato alla cittadinanza italiana.

La questione ora è se Katumbi possa essere considerato congolese (o meglio, possa essere “tornato cittadino congolese”, posto che il Congo non riconosce come congolese chi ha la cittadinanza di un altro Stato) o se si sia giunti piuttosto all’assurdo assunto di considerarlo apolide.

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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