Lavoro in Svizzera per cittadini UE

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Svizzera, le nuove leggi sul lavoro piacciono anche all’UE

La linea morbida voluta dal governo federale svizzero che non ha chiuso al lavoro per i transfrontalieri e gli stranieri ottengono il via libera anche da Bruxelles

Due anni fa la Svizzera con un referendum ha approvato il tetto limite per i lavoratori stranieri, dando così la precedenza a quelli svizzeri. E ora, il 16 dicembre scorso, il governo federale elvetico ha approvato una legge per regolamentare il settore, ma con regole equilibrate, tanto da ottenere il plauso dell’Unione Europea anche se non ne fa parte.

passaporto svizzero

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In effetti, attendendo quelle che sarebbero state le decisioni finali del governo svizzero, l’UE aveva avvisato che in caso di decisione restrittiva ci sarebbe stata una stretta a tutti gli accordi di cooperazione con la Svizzera, a cominciare da quelli sulle Piccole e Medie imprese, sulla ricerca e sugli studenti Erasmus che per il momento sono stati temporaneamente bloccati in attesa di ulteriori sviluppi.

Il risultato finale sembra soddisfare anche l’Unione Europea, come ha confermato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker: “Le autorità svizzere e le istituzioni europee – ha commentato – non hanno risparmiato sforzi per giungere a una soluzione concertata che garantisca la piena integrità di uno dei nostri principi fondanti: la libertà di circolazione delle persone. La Commissione ne seguirà da vicino l’attuazione”.

Infatti con le nuove leggi sui lavoratori stranieri in Svizzera non si prefigura una discriminazione, ma anzi dovrebbe essere garantita degli impegni sui contratti instaurati tra l’UE e la Svizzera.

Ma cosa dice in concreto la nuova legge sui lavoratori stranieri in terra elvetica?

In pratica nei cantoni autonomi che compongono il Paese e nei settori che hanno necessità di occupazione le aziende si rivolgeranno prima ai centri per l’impiego locali con i loro annunci di lavoro. In pratica non ci saranno discriminazioni di nazionalità, razza e religione e ci sarà un obbligo di precedenza ma non di preferenza.

Dovrà però essere garantito, come ha stabilito la Commissione Europea comunicandolo alle autorità svizzere, che vengano comunque garantiti alcuni aspetti fondamentali a cominciare dall’accesso alle informazioni essenziali sui posti di lavoro vacanti e il totale rispetto dei diritti dei lavoratori transfrontalieri, quelli che di recente invece sono stati bocciati da un referendum in Canton Ticino.

In ogni caso l’UE ha riaperto alla Svizzera la possibilità di partecipare ai programmi Erasmus e Horizon 2020.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana