Conoscenza lingua italiana B1 e cittadinanza, primi rigetti

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Lingua Italiana per la cittadinanza, si inizia

Con la nuova Legge Salvini occorre ottenere anche un certificato di conoscenza della lingua italiana più approfondito, pari al livello B1. E i Consolati iniziano ad adeguarsi

Consolati italiani pubblicano l’avviso della richiesta del livello B1

Le maglie per ottenere la cittadinanza italiana si fanno sempre più strette dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza e Immigrazione voluto dal governo guidato dal premier Conte e in particolare dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

E ora anche le nostre ambasciate all’estero si adeguano, come quella italiana a Londra che è tra le prime ad applicare alla lettera le nuove regole per il riconoscimento del diritto alla cittadinanza, a cominciare dalla conoscenza approfondita della nostra lingua.

Facendo un rapido ripasso, dal 4 dicembre 2018 (data di conversione del decreto legge immigrazione nella legge salvini 1 dicembre 2018, n. 132), per il riconoscimento della cittadinanza italiana concessa per matrimonio con un cittadino italiano (articolo 5 legge di cittadinanza) oppure la procedura di concessione per naturalizzazione, occorre infatti il possesso di una conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 previsto nella tabella di riferimento per l’apprendimento delle lingue.

Fino all’entrata in vigore delle nuove regole invece non era richiesta alcuna dimostrazione, ma si rimandava al concetto generico di integrazione in Italia.

L’avviso del Consolato Generale di Londra

Come ricorda l’ambasciata italiana a Londra a tutti quelli che siano interessati alla concessione delle cittadinanza, il requisito della lingua va accertato esclusivamente con il conseguimento di un titolo di studio valido e rilasciato da un istituto di istruzione pubblico (o paritario) oppure ancora con il possesso di un attestato rilasciato da un ente certificatore.

Prefettura di Cosenza : Archiviazione della domanda in mancanza dell’attestazione B1

A seguito delle modifiche introdotte dal decreto Salvini Sicurezza, la Prefettura di Cosenza sta inviando a tutti coloro che hanno fatto richiesta di cittadinanza italiana un preavviso di diniego ex art 10 bis legge 241/1990

I richiedenti cittadinanza italiana che entro 30 giorni non integreranno la domanda con un’attestazione di conoscenza della lingua italiana (B1) a mezzo Ente pubblico accreditato o privato, la loro richiesta di naturalizzazione sarà archiviata

Analoghe richieste sono in corso nelle 4 province della Sardegna, La Spezia e Torino.

Primi rigetti per mancata conoscenza della lingua italiana dalla Prefettura di Trieste

Una traduttrice croata (quindi cittadina comunitaria) in convenzione con la Polizia di Stato e il tribunale ha visto la sua cittadinanza italiana negata perché come si legge nella comunicazione online :

“La sua domanda è stata rigettata perché manca l’autocertificazione o l’attestazione del requisito di una adeguata conoscenza della lingua italiana”.

rigetto per mancanza attestazione o autocertificazione lingua italiana

Questo nonostante la traduttrice avesse un diploma di maturità, liceo classico e iscritta attualmente al corso di laurea in giurisprudenza (prossima alla Laurea).

La deputata del Pd Debora Serracchiani : “Interpretazione abnorme e sproporzionata, nonché irragionevole, sarà oggetto di interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Salvini”

Dove ottenere il certificato di lingua B1 ?

E ad oggi sono soltanto quattro gli enti abilitati, tutti compresi nel sistema di certificazione unificato CLIQ (sigla che sta per Certificazione Lingua Italiana di Qualità).

Si tratta dell’Università Roma Tre, dell’Università per stranieri di Perugia, dell’Università per stranieri di Siena e della Società Dante Alighieri.

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Per completare la pratica di richiesta quindi occorre essere in possesso anche di questa certificazione, ma il termine massimo di conclusione delle pratiche di nazionalità è fissato in 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Dove fare il test per il livello B1 lingua italiana ?

Corso intensivo di lingua italiana specifico per la cittadinanza. Il corso ha ad oggetto il programma minimo grammaticale e il lessico richiesto per il livello B1. Le prove di esame verranno studiate e approfondite da docenti con pluriennale esperienza. Dopo il corso che sarà di 2 settimane intensivo di 2 ore al giorno si svolgerà l’esame i certificazione CILS livello B1. Per iscriversi è necessario procedere al pagamento e all’invio dei documenti (copia documento di identità valido e modulo di iscrizione) non oltre metà aprile 2019. Per info scrivere all’indirizzo centroitaliano@mail.com codice AVV.CITT

Cittadinanza italiana e conoscenza della lingua, interrogazione dell’Onorevole Nissoli

La deputata eletta nell’area del Centro e Nord America chiede un intervento dei ministri degli Esteri e Istruzione per semplificare gli esami di italiano necessari per la cittadinanza

Tra gli articoli più significativi del nuovo Decreto Sicurezza, approvato ad inizio dicembre 2018 dal Parlamento, c’è anche il 5 che prevede per l’ottenimento della cittadinanza italiana in seguito a matrimonio comunque una adeguata conoscenza della nostra lingua, con un livello non inferiore al B1 del QCER, ossia il Quadro Comune Europeo di Rifermento per le Lingue.

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Da sempre vicina alle popolazioni del Nord America, anche per ragioni di matrimonio, la Nissoli nei giorni scorsi ha deciso quindi di presentare un’interrogazione ai ministri dell’Istruzione (Marco Bussetti) e degli Esteri (Enzo Moavero Milanesi) per difendere i diritti dei nostri connazionali che risiedono negli Stati Uniti e in Canada, ma anche nei Paesi del Centro America.

Lo ha fatto anche perché ha ricevuto diverse segnalazioni sulla possibilità che la riforma provochi svantaggi notevoli, alla luce del fatto che la rete per la certificazione della conoscenza della lingua italiana non sia così capillare da poter permettere un accesso facile per tutti gli interessati.

Come scrive l’onorevole Nissoli “è per questo motivo che mi sono rivolta ai due Ministri per chiedere se intendono ‘aumentare la copertura territoriale con ulteriori sedi per la certificazione’ oppure se ritengono opportuno attivare un portale online dove il richiedente può partecipare ad un esame certificato dal Ministero competente, oppure attivare una procedura di certificazione per corrispondenza, nell’interesse delle famiglie dei nostri connazionali residenti all’estero”.

La deputata nella sua interrogazione, che è stata firmata anche da altri colleghi, avanza anche l’esempio del Quebec, in Canada, nel quale il PICAI (l’ente senza scopo di lucro che offre corsi di lingua e cultura italiana ai ragazzi fino ai 17 anni di età), abbia improvvisamente interrotto i suoi corsi a metà dell’anno scolastico, provocando così scompensi per il loro regolare sviluppo psicofisico.

In definitiva Nissoli auspica che l’attuale governo dimostri una sensibilità maggiore, anche in considerazione del fatto che per la prima volta uno dei sottosegretari agli Esteri (l’onorevole Riccardo Merlo) è un italiano eletto fuori dai nostri confini nazionali, e che quindi vengano preservate le esigenze delle famiglie italiane viventi all’estero.

Sintesi a cura dello Studio Legale

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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