Nuova legge di cittadinanza ius soli, Laura Boldrini sollecita l’iter

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Legge sulla cittadinanza, scontro Boldrini-Forza Italia

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, invita i colleghi del Senato a discutere la riforma sulla cittadinanza ancora ferma, ma senatori e deputati di Forza Italia frenano

Un passo avanti e un altri indietro. Ecco perché la legge sulla cittadinanza, con una riforma che prevede l’introduzione di uno ‘ius soli’ reale anche se moderato, è ancora ferma.

Da una parte ci sono le pressioni di Laura Boldrini, presidente della Camera che chiede una decisa accelerata, dall’altra i continui dubbi di partiti come Forza Italia che invece fa opposizione perché non convinta della riforma. E in mezzo ci sono i possibili futuri cittadini italiani che aspettano di conoscere il loro destino.

Ma qual è al momento lo status della nuova legge sulla cittadinanza ?

In commissione Affari Costituzionali ha ottenuto l’approvazione della maggioranza mentre hanno votato no alcuni partiti di opposizione guidati da Forza Italia, con il Movimento 5 Stelle che si è astenuto. FI e altre forze di opposizione, M5S si è astenuto. Ora la palla passa al Senato, ma per ora non si è mosso nulla e i tempi si allungano.

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Laura Boldrini, anche negli ultimi giorni, è stata chiara: la nuova legge sulla cittadinanza si deve fare, anche perché l’Italia rispetto ad altri Paesi è già andata ben oltre i tempi previsti. Ecco perché, pur essendo lei ai vertici della Camera, invita il Senato ad esaminare in fretta un provvedimento che è stato già approvato ad ottobre.

“Questa legge non è il massimo – ha detto Boldrini – ma rappresenta comunque una svolta. L’Italia invecchia, è un dato di fatto, e bisogna incentivare le politiche alla famiglia riconoscendo anche che ci sono nuovi italiani”.

Forza Italia e la posizione dei singoli senatori

Forza Italia però non gradisce questa forzatura e la presunta intromissione nei lavori e nel calendario del Senato, come ha fatto notare Paolo Romani, presidente dei senatori del partito azzurro. In più la nuova legge sulla cittadinanza va modificata profondamente e quindi la battaglia si annuncia lunga.

Lo ribadisce anche Simone Baldelli, anch’egli ‘forzista’ e vice presidente della Camera: “Il Senato a il diritto e il dovere di discutere, modificare, approvare o respingere il provvedimento nei tempi che in maniera autonoma deciderà di darsi”.

E sulla stessa linea ci sono altri esponenti del partito, come il senatore Maurizio Gasparri che rivendica con forza l’autonomia del Senato, così come il rispetto dei tempi che occorrono per un dibattito così importante mentre secondo il senatore Andrea Mandelli la Boldrini non è stata super partes come richiederebbe il suo ruolo.

Dalla parte del presidente della collega invece Mario Marazziti, presidente della commissione Affari Sociali sempre alla Camera: “Boldrini ha fatto bene a ricordarne l’urgenza, dopo lo straordinario lavoro fatto alla Camera, almeno per la parte riguardanti i minori.

La legge sulla cittadinanza dei bambini nati e che studiano in Italia, lo ‘ius soli temperato’ e lo ‘ius culturae’ devono essere un altro pilastro in questo 2016 dei diritti civili”.

E in effetti lo scontro sembra essere proprio spostarsi su questo piano: dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili, buona parte del centrodestra non vuole essere di nuovo battuta senza modifiche sostanziali. Inoltre il tema, mai come in questi tempi con la minaccia dell’Isis e la radicalizzazione di molti ‘foreign fighters’ è diventato di strettissima attualità.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana