Perché le pratiche delle cittadinanze sono passate da 2 a 4 anni ?

Perché le cittadinanze sono passate da 730 giorni a 48 mesi ? Ecco la risposta del Ministro Matteo Salvini

Sul tema della cittadinanza italiana, uno dei punti più dibattuti di sempre e presi in considerazione dal nuovo governo, ha fatto parlare di sè il caso di una immigrata peruviana regolare che, nonostante sia laureata, lavori e paghi le tasse, non ha ancora la cittadinanza. 

La sudamericana, da 18 anni in Italia, sostiene che la dilatazione smisurata dei tempi per chiedere la cittadinanza l’hanno svantaggiata e colpita.

Il titolare del Viminale Salvini ha dichiarato di aver letto con attenzione la lettera della donna, inviata ai giornali, ma che una dilazione dei tempi di vaglio della cittadinanza è stata necessaria a causa dell’alto numero di domande (circa 300mila) e del fatto che ci sarebbero troppi stranieri che fanno “i furbetti”, cosa che ha portato a bocciare, nel 2018, il 60% delle richieste. Attualmente ci sono 4500 ricordi pendenti.

I limiti temporali per concedere la cittadinanza sono  pertanto passati da due anni a quattro anni dalla richiesta.

Secondo il Governo questo è necessario a causa dell’enorme mole di richieste ma anche del fatto che ci sono troppe persone che “imbrogliano” falsificando i documenti per la richiesta e rendendo difficile il lavoro degli uffici preposti.

Ma di che cosa parla la ragazza ?

La giovane fa riferimento al fatto che i termini per la risposta ufficiale da parte dell’amministrazione sono di 48 mesi e non più di 24 come prima del Decreto Salvini.

Ad oggi, per poter prendere la cittadinanza italiana, il termine di definizione dei procedimenti in corso – ai sensi del D.L. 4 ottobre 2018 n. 113, è di 48 mesi dal momento in cui si effettua la domanda.

Da quando si invia tutta la documentazione completa per la richiesta della cittadinanza italiana, la risposta può arrivare entro quattro anni.

Si tratta delle nuove norme sul procedimento per la concessione della cittadinanza, dopo l’entrata in vigore del Decreto Legge di Salvini che riforma la legge sulla cittadinanza.

Il termine per la risposta ufficiale insomma passa da 24 mesi a 48 mesi.

tempi di concessione della cittadinanza

Si tratta di un lasso di tempo molto lungo per ottenere la risposta ufficiale, ma sarebbe motivato proprio dall’ingente numero di domande che rende complicato valutare tutti i casi e richiede molto tempo.

Le disposizioni del Decreto si applicano anche alle domande di cittadinanza che sono già state presentate, al momento in cui è entrato in vigore il decreto immigrazione e sicurezza.

Le vostre domande sulla riforma della cittadinanza

Devo aspettare per forza quattro anni o può arrivare anche prima la cittadinanza ?

Il Ministro dell’Interno ha recentemente sottolineato comeIl termine dei 4 anni per la concessione della cittadinanza è il limite massimo per completare la procedura .. la nostra intenzione è rispondere il più velocemente possibile alle aspettative delle persone oneste e perbene”

Pertanto è possibile una concessione (o diniego) prima dei quattro anni, il termine è solo indicativo del limite massimo per completare il procedimento.

La pratica può tornare indietro ?

Prima del decreto Salvini la mia pratica di cittadinanza era : “L’istruttoria è completa; la domanda è in fase di valutazione”

Ora è diventata : “Gli accertamenti di competenza dell’Ufficio periferico sono in via di definizione”

La pratica è tornata indietro ? Cioè il fascicolo lo hanno rispedito in prefettura ?

Risposta : Molte pratiche che si trovavano ‘agli uffici centrali’ e che dopo il Decreto Salvini sono regresse in ‘Gli accertamenti di competenza dell’Ufficio periferico sono in via di definizione’.

Contattando la Prefettura di competenza è stato detto che le pratiche di naturalizzazione, nonostante risulti sul sito tale stato, si trovano al Ministero dell’Interno per la valutazione.

E’ possibile velocizzare i tempi ? scopri come..

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About the Author

Maria Grazia Roversi
Facoltà di Giurisprudenza (studentessa) , scrittrice di monografie e articoli sulla cittadinanza italiana

2 Comments on "Perché le pratiche delle cittadinanze sono passate da 2 a 4 anni ?"

  1. risposta tipica del Ministero.. | 15 novembre 2018 at 9:55 |

    La concessione della cittadinanza è un atto di alta amministrazione e comporta una discrezionalità piena dell’Amministrazione, che deve valutare il rispetto dei requisiti di legge, nonché la capacità dell’interessato di integrarsi nel tessuto nazionale, osservandone i valori fondanti.
    L’elevatissimo numero di istanze proposte non consente sempre di assicurare il rispetto dei termini, anche perché occorre procedere alla verifica di requisiti complessi che coinvolgono varie amministrazioni e sono di particolare rilievo per la sicurezza dello Stato. Frequentemente sono avvertite esigenze di accertamenti istruttori supplementari, per consentire il puntuale rispetto delle disposizioni di legge.
    Si fa presente che dal momento della presentazione dell’istanza l’interessato ha la possibilità di conoscere, registrandosi sul sito del Ministero, ogni informazione utile sullo stato della propria pratica, che potrà comunque essere assicurata anche attraverso l’accesso agli atti presso le competenti Prefetture.
    Con D.L. 4 ottobre 2018, n. 113 recante “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”, pubblicato nella G.U. n. 231 del 4 ottobre 2018, il termine di conclusione dei procedimenti, anche in corso, di conferimento della cittadinanza italiana è di 48 mesi.
    La trattazione delle istanze avviene nel rispetto dell’ordine cronologico e dei vincoli ordinamentali e, ai fini di una proficua collaborazione, è importante che vi sia la partecipazione degli utenti nell’interesse dello svolgimento di un servizio più efficace. Pertanto si auspica che i rapporti siano improntati al massimo rispetto reciproco e si chiede di conseguenza di evitare, per quanto possibile, l’avvio di meccanismi defatiganti di richiesta di notizie destinati ad aggravare ulteriormente la già complessa attività.

  2. straniera di origine Albanese | 16 novembre 2018 at 4:20 |

    Buongiorno
    Io sono una straniera di origine Albanese,
    ho fatta la richiesta per avere la cittadinanza italiana come sono già sposata con i cittadino italiano dal dicembre abbiamo anche tre figli. Vorrei chiedere con i nuovo decreto di Salvini anche io devo aspettare 48 mesi????
    Grazie tanti saluti

    Risposta : Si, ma è possibile che arriva prima per matrimonio

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