Pratica definita con provvedimento di respingimento

legale cittadinanza

Pratica definita con provvedimento di respingimento

Avete fatto richiesta per ottenere la cittadinanza italiana. Dopo tutti i classici tempi di attesa, vi arriva finalmente la risposta. Leggete: Pratica definita con provvedimento di respingimento.

Cosa significa?

Significa che la vostra pratica di cittadinanza ha avuto esito negativo ed è stata rigettata. L’unica cosa che potete fare in questo caso è rivolgervi a un legale. Solo così potete procedere con il ricorso.

Dopo o insieme a questa comunicazione di respingimento, deve arrivarvi quella della Prefettura nella quale vi verrà spiegata la motivazione del rifiuto e quelli che sono i termini per fare ricorso.

La legge impone all’Amministrazione di offrire alla persona interessata quella che è la motivazione reale del provvedimento adottato. Non possono essere accettate spiegazioni generiche o insufficienti per dare conferma che il provvedimento è legittimo.

Qualora fosse riportata la motivazione per relationem (possibilità non tanto remota), quella che di riferisce a elementi relativi ad altri documenti o atti, questi dovranno essere collegati all’atto stesso e possibilmente indicare anche le parti di riferimento, perché sia possibile argomentare e motivare il provvedimento adottato.

Come far ricorso

Supponendo che la vostra pratica per la cittadinanza sia stata rigettata, dovete rivolgervi a un avvocato perché solo così potrete capire se ci sono ulteriori mosse da fare, presentando nei tempi previsti dalla legge, 60 (sessanta) giorni, un ricorso. Il fatto di aver ricevuto come risposta “pratica definita con provvedimento di respingimento” non significa che dovete rinunciare, ma solo di provare una strada diversa seguendo la via consigliata dal vostro legale di riferimento.

L’avvocato analizzando la risposta potrebbe infatti notare elementi del tutto insufficienti per motivare tale respingimento. L’esempio sopra proposto è nuovamente valido. Il legale vi assisterà nel riconoscimento di quegli elementi mancanti, motivazioni insufficienti o definizioni generiche che non possono essere ammesse in via di spiegazione.

Qualora il legale dovesse ritenere che il provvedimento di diniego di cittadinanza non è legittimo, sarà possibile presentarsi innanzi al TAR e portarlo come prova, purché tutto questo venga effettuato nei termini di 60 (sessanta) giorni.

Anche qualora vi trovaste in difetto, potete qualora vi fossero motivazioni legittime, effettuare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Il termine per agire in questo caso è di 120 giorni.

Sia che il provvedimento di respingimento sia illegittimo o legittimo, se volete fare ricorso (ordinario o straordinario), dovete rivolgervi a un legale che vi seguirà nei vari passi e vi aiuterà a far chiarezza nella situazione, orientandovi verso quella strada che vi permetterà di ottenere una risposta positiva per quanto riguarda la cittadinanza italiana.

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About the Author

Claudia Lemmi
Claudia Lemmi - Web Writer freelance con la passione per l'arte, la musica e tutto ciò che ruota intorno al web e la scrittura. Da anni collabora con numerosi portali d'informazione e blog verticali.