Perchè le pratiche di cittadinanza sono così lente ?

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Abbiamo chiesto ai nostri lettori i motivi secondo che portano le pratiche di cittadinanza italiana a durare così tanto ad arrivare a una conclusione.

Vediamo insieme cosa hanno risposto gli utenti :

Perchè è arrivato Matteo Salvini al Viminale

In realtà le procedure di concessione delle pratiche di cittadinanza anche prima del Ministro Salvini erano lunghe e spesso si sforava i 3-4 anni di durata.

Il nuovo titolare del Viminale ha cristallizzato nel decreto legge salvini (poi convertito in legge) una situazione che si era nel frattempo creata, portando la conclusione del procedimento di concessione o diniego a 48 mesi (4 anni) dalla domanda online.

E’ da aggiungere che i ricorsi al Tar contro il silenzio sulle procedure di rilascio dello status civitatis stavano portando a svariate condanne dello Stato per il mancato adempimento nel termini di 730 giorni.

Inoltre il Ministro ha sempre ribadito che “La cittadinanza è preziosa” ed è frutto di un procedimento approfondito sul richiedente e la famiglia dello stesso.

Perchè c’è poco personale nel Ministero dell’Interno

Questo sicuramente ha contribuito sui Tempi di attesa.

L’aumento esponenziale delle domande di naturalizzazione, indicato in trecentomila, non ha portato ad assunzioni proporzionali all’aumentato carico di lavoro sul personale ministeriale già in forza

sondaggio lentezza pratiche di cittadinanza
sondaggio lentezza pratiche di cittadinanza

La Burocrazia Italiana è troppo lenta

In parte vero.

Il singolo impiegato della Pubblica Amministrazione non risponde dei ritardi nel suo lavoro.

Esiste il reato dell’abuso d’ufficio ma essendo un processo complesso quello di concessione della cittadinanza che coinvolge Prefettura, Questura, Ministero dell’Interno, Ambasciate è difficile individuare singole responsabilità negli operatori.

E’ possibile chiedere la condanna del Ministero dell’Interno per il ritardo, ma ora solo dopo 4 anni (prima erano 2).

Perchè Unione Europa non vuole il rilascio di troppe cittadinanze

“I cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea sono automaticamente anche cittadini dell’UE”.

I cittadini dell’Unione Europea (quindi anche i cittadini extracomunitari naturalizzati italiani) hanno diritto di circolare, soggiornare, lavorare nell’a UE senza discriminazioni.

Recentemente il parlamentare On. Luigi Di Maio ha ribadito (in riferimento alla cittadinanza Ius Soli) che la legge sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia si tratta di uno di quei temi che “vanno affrontati a livello europeo”.

Poi ha aggiunto il Vicepremier “Se vogliamo affrontare il tema della cittadinanza europea tutti gli Stati insieme per me va bene”

Quindi in parte è vero, l’attuale Governo tiene in considerazione l’impatto dello Status civitatis sull’Unione Europea.

Ogni cittadino dell’Unione Europea ha il diritto di votare ed essere votato nel Parlamento Europeo o nelle elezioni comunali dello Stato UE in cui risiede.

Voi cosa ne pensate , scriveteci..

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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