Quando lo Stato può chiedere la revoca della cittadinanza italiana ?

Quando si può chiedere la revoca della cittadinanza italiana

L’ex sottosegretario agli Affari Europei ha ottenuto un incarico dal governo francese e alcuni politici italiani chiedono di revocargli la cittadinanza.

Sta facendo molto discutere negli ultimi giorni la richiesta di revoca della cittadinanza italiana per Sandro Gozi.

L’esponente politico del Pd, già sottosegretario agli Affari europei nei governi guidati da Renzi e Gentiloni, ha appena ricevuto un incarico come consulente del governo francese e così diversi politici italiani hanno chiesto un provvedimento eccezionale nei suoi confronti, con l’accusa di tradire il nostro Paese.

Una richiesta partita dall’opposizione, con Giorgia Meloni in prima fila. La leader di Fratelli d’Italia ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, anticipandogli la presentazione di un’interrogazione parlamentare.

Qui si chiede a Gozi di rinunciare al suo incarico presso il governo francese e intanto si cerca di capire con esattezza di cosa si sia occupato e quindi quali informazioni possa eventualmente passare ai francesi.

Una posizione sposata, anche se con toni più soft, anche da Luigi Di Maio. Il vice premier, ministro del Lavoro ma anche leader politico del Movimento 5 stelle si è chiesto se sia il caso di ragionare sulla possibilità di togliere la cittadinanza italiana a Sandro Gozi.

Ma in realtà come funziona la revoca della nostra cittadinanza. E questo è un caso previsto dalla legge ?

Cerchiamo di fare chiarezza partendo da un punto certo.

Ci sono due leggi, la numero 91 del 1992 e il decreto salvini cittadinanze di parziale riforma successivo, che disciplinano la revoca dello status civitatis o perdita della cittadinanza italiana.

In particolare la legge 91 specifica che la nostra cittadinanza possa essere revocata quando ad una persona che è stata adottata sia stato revocato il provvedimento di adozione per un fatto a lei imputabile, sempre che questo non la faccia diventare apolide.

Altri casi previsti dalla legge sono quando una persona ha già, acquista o riacquista una cittadinanza straniera.

Oppure quando chiede di revocare la cittadinanza italiana dopo averla ottenuta come figlio di persone che l’avevano acquistata.

O ancora quando un cittadino ha accettato un impiego pubblico o una carica pubblica da uno stato o da un ente pubblico estero o da un ente internazionale al quale l’Italia non partecipa o da uno stato in guerra con l’Italia.

Tutti casi limite, nei quali la volontà del soggetto al quale viene revocata la cittadinanza appare chiara, quella di voler interrompere i rapporti con l’Italia.

Il decreto salvini e i casi di revoca

Ultimamente il primo decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini ha anche introdotto la possibilità di revocare la cittadinanza italiana a chi l’ha ottenuta ma ha poi commesso un reato legato al terrorismo.

Una revoca che può avvenire entro tre anni dalla condanna definitiva, su proposta del ministro dell’Interno e per decreto del presidente della Repubblica.

Per rendere valido il provvedimento, però, deve essere dimostrato che alla sua base non ci sono motivi politici e che il soggetto non rischi di diventare apolide.

Questo nel rispetto dell’articolo 22 della Costituzione che recita “nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome”.

In ogni caso la revoca della cittadinanza italiana nella maggioranza dei casi non è un provvedimento permanente e quindi si può riacquistare.

In particolare la legge prevede il reintegro per chi presta il servizio militare per l’Italia oppure assume un pubblico impiego alle dipendenze dello stato italiano, stabilisce o ha già stabilito la residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione di riottenimento della cittadinanza. Infine per chi risiede per un anno consecutivo in Italia.

Quando si può chiedere la revoca della cittadinanza italiana

Ottenere di nuovo la cittadinanza italiana è anche possibile per chi abbia accettato incarichi offerti da uno stato estero o un ente pubblico estero, se questa carica è stata data in tempo di pace.

Basterà che l’interessato dichiari di voler ottenere di nuovo la cittadinanza e dimostri di non svolgere più quegli incarichi ma abbia anche mantenuto per due anni la residenza in Italia.

Dunque la revoca della cittadinanza italiana per Sandro Gozi è possibile ?

In base alla legge sì perché la legge 91 del 1992 prevede che il governo possa togliere la cittadinanza ad un cittadino italiano che abbia accettato un incarico da un ente estero, come ha fatto lui, e se gli sia stato ordinato di lasciare l’incarico ma questi si è rifiutato.

Un provvedimento che però lo renderebbe apolide e che ha il solo sapore di una vendetta politica.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana

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