Riforma della cittadinanza italiana approvata alla Camera

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Il disegno di legge che riforma la cittadinanza italiana è passato con 310 sì e l’astensione del Movimento 5 Stelle.

Ecco cosa prevede la nuova legge di cittadinanza

L’Aula della Camera ha espresso il suo primo sì alla nuova legge sulla cittadinanza che riforma il testo precedente introducendo il cosiddetto ‘ius soli temperato’: potranno ottenere la cittadinanza italiana tutti i figli degli immigrati anche se dovranno aver frequentato un ciclo scolastico completo nel nostro Paese.

Il testo del disegno di legge è stato approvato con 310 sì, 66 no e 83 astenuti e ora passa al Senato.
Hanno votato a favore il Partito Democratico, Sinistra Ecologia Libertà Area Popolare (ossia Ncd -Udc), Per l’Italia – Centro Democratico, Scelta Civica. Contrari invece Lega Nord che ha mostrato in aula cartelli polemici con scritte come “Svendete la cittadinanza per un milione di voti” e “La cittadinanza non si regala” gridando anche “Vergogna!” e Forza Italia mentre il Movimento 5 Stelle si è astenuto.

Le posizioni dei partiti politici

Come ha sottolineato Khalid Chaouki, deputato del PD, “è una norma di civiltà che riconosce a chi è nato e cresciuto nel nostro Paese di potersi finalmente riconoscere cittadino a pieno titolo nel Paese che lo ha cresciuto, il cosiddetto ius soli temperato per i bambini che sono nati nel nostro Paese da genitori stranieri ma ormai radicati in Italia e lo ius culturae per coloro che sono arrivati in Italia sotto i 12 anni e che hanno frequentato almeno per cinque anni la scuola italiana. Oggi con lo ius soli vogliamo guardare soprattutto al presente e futuro del Paese. Per noi la nuova legge sulla cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia significa, oltre a riconoscere un diritto fondamentale per chi è già parte integrante della nostra società, riconoscere all’Italia finalmente il diritto di diventare un Paese al passo con la modernità”.

Sulla stessa posizione anche Francesco Saverio Romano del gruppo di Alleanza Liberal popolare: “Votiamo sì per coltivare un’idea di Paese moderno, democratico, pluralista, per tentare di raggiungere da una parte un equilibrio degli elementi culturali e degli stili di vita di tutti coloro che vivono, studiano, lavorano in Italia, e dall’altra il riconoscimento da parte di tutti di un insieme di valori condivisi e distintivi della comunità, della società, come un solo tutto”

Un no deciso è invece arrivato da Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale) che ha contestato il metodo oltre che il merito del disegno di legge: “Correre in questa maniera per cambiare la Costituzione, correre per dare la cittadinanza a più persone e con l’ultima normativa anche a persone che hanno 60 anni, non serviva per i bambini nati in Italia, che è diventata la foglia di fico dopo aver letto il testo di questo provvedimento. Correre come questo Parlamento ha fatto per approvare questo provvedimento ha una sola spiegazione: temevate e temete che gli italiani si accorgano dell’enormità di questa legge. Voi confondete forse l’accoglienza con la cittadinanza”. E secondo Cristian Invernizzi (Lega Nord)regalare la cittadinanza a chi non la chiede, a chi nasce da genitore residente in Italia da cinque anni è assurdo. Vuol dire, innanzitutto, non credere più nel concetto di cittadinanza, perché significa sostanzialmente regalarla a chiunque”.

Cosa prevede la nuova norma

Il testo definitivo della riforma sulla cittadinanza prevede che i bambini nati in Italia diventino italiani per nascita soltanto se almeno uno dei genitori ha il permesso dell’Ue per soggiornanti di lungo periodo (valido per i cittadini extra Unione Europea) o il ‘diritto di soggiorno permanente’ (per cittadini Ue).

In alternativa come gli altri bambini non nati in Italia ma arrivati qui entro i dodici anni, dovranno obbligatoriamente frequentare uno o più cicli scolastici per almeno 5 anni e, almeno per le elementari, concluderle positivamente.

Per l’acquisizione della cittadinanza servirà una dichiarazione di volontà presentata in Comune da un genitore entro il compimento della maggiore età del figlio. In alternativa questi potrà presentarla tra i 18 e i 20 anni e sempre tra i 18 e i 20 anni il diretto l’interessato potrà anche rinunciare alla cittadinanza italiana, purché sia possesso di altra cittadinanza.

Invece i ragazzi arrivati in Italia entro i 18 anni di età potranno diventare italiani dopo sei anni di residenza regolare e dopo aver frequentato e concluso un ciclo scolastico o un percorso di istruzione e formazione professionale, anche se in questo caso vige la discrezionalità.

Infine la norma transitoria per chi ha superato i 20 anni e ha maturato i requisiti previsti dalla nuova legge prevede che possano diventare italiani i nati in Italia o arrivati qui quando avevano meno di dodici anni, se hanno frequentato in Italia per almeno cinque anni uno o più cicli scolastici e hanno risieduto “legalmente e ininterrottamente negli ultimi cinque anni nel territorio nazionale”. Chi rientra nella norma avrà solo un anno di tempo dall’entrata in vigore della riforma per presentare in Comune la dichiarazione di volontà e diventare italiano ma dovrà aspettare che entro sei mesi il ministero dell’Interno dia il via libera.

PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE: “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana

7 Comments on "Riforma della cittadinanza italiana approvata alla Camera"

  1. Salve. Io ho 30 anni, sono venuta in Italia quando ne avevo 8. Ho frequentato la scuola primaria e secondaria. Sono regolarmente e ininterrottamente residente in Italia da 22 anni. Volevo sapere, se con la nuova legge posso richiedere la cittadinanza o non ne ho il diritto. Grazie

  2. Buonasera, sono di origini senegalesi , arrivato in italia a l’eta di 15 anni con un ricongiungimento familiare, resiedo da 13 anni.
    Ho fato la domanda di citadinanza per residenza , ma visto che entro anche nel caso di ius culturae cosa mi conviene fare aspettare la domanda già presentata che potrà durare anche 5 anni o aspettare che entri in vigore la legge votata dalla camera e che deve passare in senato ?

  3. Salve,
    sono una studentessa albanese di venti anni, in famiglia tutti hanno acquisito la cittadinanza italiana, tranne me.
    sono regolarmente residente in italia dal ..; dunque, attraverso lo ius culturae non otterrei la cittadinanza italiana nonostante abbia concluso tutti i miei studi in italia e i miei genitori abbiano già il passaporto italiano?

    grazie.

  4. Sono rumena, mia figlia nata in Italia 11 ani fa, vive e studia in Italia da allora, posso chiedere la cittadinanza con la legge del 29 luglio 2015 oppure con la procedura normale? Dove devo mettere la domanda?

  5. ciao a tutti!!
    bisogna essere nati in italia per ottenere il riacquisto della cittadinanza ?
    mio fratello e sorella nati in francia sono cittadini italiani ed io ho perso
    la cittadinanza perchè nato nel .. !!!
    non tutti gli italiani sono nati in italia!!
    allora si per questa proposta di legge ma per tutti ,anche quelli nati a l’estero!!

  6. salve , leggendo l articolo http://www.cittadinanza.biz/riforma-della-cittadinanza-italiana-approvata-in-camera/
    ho capito che anche se uno ragazzo nato in italia ma da genitori stranieri con regolare permesso di soggiorno indeterminato , possono chiedere la cittadinanza prima del raggiungimento della maggior eta , esempio io nato in italia nel 2001 da genitori marocchini ma con regolare permesso di soggiorno posso già chiedere la cittadinanza senza aver raggiunto la maggior eta . attendo una risposta grazie in anticipo

  7. Io devo chiedere una domanda io e la mia famiglia abbiamo vissuto 9 anni regolare di residenza nella Regione del Veneto e abbiamo frequentato scuole medie e superiore ma adesso siamo trasferiti in Germania per lavoro la residenza abbiamo cancellata dal Italia possiamo prendere la cittadinanza italiana visto che abbiamo frequentato la scuola in Italia e con residenza regolare di 9 anni

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