Ritorno ai 2 anni e riforma della cittadinanza italiana ius culturae, disegno di legge

Riforma della cittadinanza: riparte l’esame in Parlamento

Il nuovo governo a maggioranza 5 Stelle-Pd ha deciso di accelerare i tempi per modificare la legge sulla cittadinanza legandola ad un percorso di formazione scolastica in Italia.

A partire dal prossimo giovedì 3 ottobre la commissione Affari Costituzionali alla Camera prenderà nuovamente a riesaminare la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza interrotta nella legislatura di Renzi, con l’introduzione del ius culturae, per portare nell’ordinamento italiano un’innovazione attesa da un po’.

Inoltre nel progetto di legge è previsto il ritorno ai 2 anni per la concessione di tutte le tipologie di cittadinanze.

Ritorno ai due anni per le cittadinanze italiane, ecco la proposta di legge

Il nuovo disegno di legge prevede per tutte le tipologie di cittadinanze (matrimonio, residenza, ius culturae..) un termine non superiore a ventiquattro mesi (2 anni) dalla data di presentazione della domanda di cittadinanza per la conclusione del procedimento.

Superati i 2 anni l’istanza di cittadinanza sarà accolta.

ART. 9 (Disciplina di attuazione)

Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza

  1. Il Governo provvede, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, a riordinare e a riunire in un unico regolamento le disposizioni di natura regolamentare vigenti in materia di cittadinanza.
  2. omissis
  3. Il regolamento di cui al comma 1 reca le disposizioni di attuazione della legge 5 febbraio 1992, n. 91, disciplina i procedimenti amministrativi per l’acquisizione della cittadinanza e stabilisce, per la conclusione dei medesimi procedimenti, un termine improrogabile, non superiore a ventiquattro mesi dalla data di presentazione dell’istanza; in caso di superamento del predetto termine l’istanza deve considerarsi accolta.
Proposta di legge: BOLDRINI ed altri: "Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza" (atti Camera 105)
Proposta di legge: BOLDRINI ed altri: “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza” (atti Camera 105)

‘Ius soli’ temperato: riprende la discussione alla Camera, riforma più vicina

Non è il primo provvedimento in calendario, ma il nuovo governo giallorosso a maggioranza 5 Stelle e Pd ha fatto ripartire la discussione sulla riforma della Cittadinanza.

In particolare l’introduzione dello ‘ius culturae’ fortemente voluto dai Democratici.

Prevede, in sostanza, la concessione della cittadinanza italiana non per legami di sangue, ma dopo aver frequentato con successo le scuole italiane.

L’esame della nuova legge riprenderà quindi alla Camera ripartirà giovedì prossimo, 3 ottobre 2019, in Commissione Affari costituzionali.

Ad annunciarlo è stato direttamente Giuseppe Brescia (M5s), presidente della Commissione e nuovo relatore della riforma.

ritorno ai 2 anni e ius culturae
ritorno ai 2 anni e ius culturae

Il testo è ancora quello presentato all’epoca da Laura Boldrini (fresca di passaggio nel Pd), con relatore era Roberto Speranza che ora è anche diventato ministro.

Come ha spiegato Brescia, “credo si possa lavorare per introdurre lo ius culturae, legando la cittadinanza alla positiva conclusione di un ciclo di studi, e non alla sola frequenza”.

Oltre al testo originale della proposta di riforma ce ne sono altri, anche di parlamentari di Forza Italia come Renata Polverini. E prossimamente ne arriverà uno formato direttamente dal Movimento 5 Stelle.

Ma dopo l’apertura del Pd al taglio dei parlamentari, una battaglia cara ai Pentastellati, l’accordo è anche più facile.

Il discorso di fondo è quello legato a promuovere una maggiore integrazione e il mondo della scuola in questo può fare molto.

Nel progetto di legge firmato da molti a cominciare da Laura Boldrini il processo per ottenere la cittadinanza è chiaro.

Ius Culturae nel progetto di riforma

Il minore che sia figlio di genitori stranieri ma nato in Italia o qui residente prima di compiere 12 anni possa acquistare la nostra cittadinanza in un caso specifico.

“Se ha frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli presso istituti scolastici del sistema nazionale. Oppure percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali”.

Una riforma appoggiata anche dal Vaticano

Come ha confermato anche il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. Secondo lui c’è una certa apertura mentale maggiore verso i migranti ed è arrivata l’ora per un cambio di passo.

Lo Ius culturae è da promuovere, perché l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto” ha concluso il prelato.

cittadinanza italiana estero lingua

Il parere degli esponenti di Partito

I primi ad esprimersi in favore della novità sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Brescia crede infatti che nonostante sia tutto ancora in erba, la coalizione lavorerà compatta per portare in Italia lo Ius Culturae.

L’Onorevole Brescia ha espresso in passato netti distinguo nei confronti delle posizioni sull’immigrazione dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e ha incontrato ONG e altre realtà associative che si occupano di gestione dei flussi migratori. Vicino alle posizioni di Roberto Fico. Durante gli studi universitari è stato volontario per Emergency.

Secondo l’esponente pentastellato, la cittadinanza ha bisogno di questa novità, a fronte del cambiamento sociale avuto nel nostro Paese.

Non mancano dunque stavolta le possibilità di poter raggiungere una maggioranza parlamentare a riguardo.

Si passerà al vaglio la proposta di Laura Boldrini, ma i testi da esaminare sono davvero tanti.

Per cui, il Parlamento non escluderà di passare al vaglio anche il testo redatto da Polverini di Forza Italia, così come le altre proposte, tra cui quella dei 5 Stelle che sono pronti a mettere in gioco anche il loro testo.

Ad oggi, non serve né mitizzare né teorizzate l’argomento: ci vogliono i fatti, bisogna guardare in faccia la realtà e positivizzare l’integrazione culturale.

Il parere di Matteo Orfini

Matteo Orfini, della maggioranza incalza sull’argomento, mostrando la propensione del suo partito al cambiamento prospettato.

Ha infatti dichiarato «Se per tagliare i parlamentari ci vogliono solo due ore, come dice spesso Di Maio per fare lo ius soli ci vogliono solo pochi giorni. Pochi giorni per restituire un diritto negato a tante persone.

Ieri ho fatto una proposta e sono stato attaccato da Salvini, da Fontana, dalla Santanchè, dalla Meloni, dalla Gelmini. Che ne dite, lo facciamo o ci spaventiamo di Salvini?».

La richiesta viene avallata anche dal capogruppo democratico al Senato, Andrea Marcucci.

Dal suo canto poi Riccardo Magi (+Europa) non può che parlare all’unisono «L’attuale legge sulla cittadinanza è anacronistica, non tiene conto di un’Italia che già c’è, fatta di persone che è giusto abbiano diritti e doveri da cittadini».

notifica cittadinanza italiana
riforma cittadinanza italiana

La Destra si oppone : No alla cittadinanza facile

Non è dello stesso avviso, come ci si poteva immaginare, il centrodestra.

A testimonianza della contrarietà il punto di vista del senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia :

«Con il Pd e i grillini al governo ritorna lo ius soli mascherato da cosiddetto ius culturae. Vogliono follemente rilanciare la proposta della cittadinanza facile in un Paese come il nostro dove già è molto facile per gli stranieri acquisire la cittadinanza in base alle normative vigenti»

Fermo anche il giudizio di Mattia SalviniLa cittadinanza facile non ci piace, comunque la chiamino. L’integrazione è un percorso, la cittadinanza non è un biglietto al luna park

Salvini, no cittadinanza facile

Giorgia Meloni : La Cittadinanza italiana non può e non deve essere mai un automatismo. Credo vada richiesta, meritata e celebrata quando viene concessa”.

Giorgia Meloni

CEI e Vaticano : Un cambiamento necessario

Il cambiamento era necessario. Questo è quanto pensa anche la Chiesa.

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, ritiene che l’Italia stia cambiando atteggiamento verso i migranti, per cui anche l’approccio politico deve cambiare.

Ovviamente occorrono delle novità fatte con estrema prudenza, tant’è che la sua firma arriverà quando il testo sarà perfezionato e su misura per l’Italia.

Lo ius culturae va promosso, in quanto “l’integrazione, senza il riconoscimento da un punto di vista normativo, sarebbe un contenitore vuoto”.

Ormai le scuole italiane pullulano di bambini nati da genitori stranieri che si istruiscono e crescono culturalmente nel nostro paese. Se questi bambini hanno diritto, allora occorre riconoscere loro la cittadinanza.

Sono tanti, forse fin troppi, i bambini, i ragazzi e le ragazze che andranno a beneficiare della tanto attesa riforma dello ius soli: solo nel 2018 se ne sono contati oltre 825 mila.

Aggiornamenti a cura dello Studio legale

avvocati studio legale
 avvocato per cittadinanza

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Città

Il tuo messaggio

About the Author

Avatar
Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

Leave a comment