Si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica ?

cittadinanza italiana

Buongiorno avvocato. Ho fatto la richiesta di cittadinanza italiana per residenza,il .. 2015.
Esce dicitura “Si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica
Parlando di pareri in attesa. Cosa vuole dire e quanto tempo può durare questa fase ?

Cosa vuol dire si è in attesa dei pareri necessari ?

Cosa significa pareri in attesa è probabilmente la domanda più comune per qualsiasi richiedente cittadinanza italiana: detta dicitura, infatti, rimane visibile nell’area riservata del sito internet del Ministero dell’Interno, per più di una ventina di mesi.

È normale, dunque, per il richiedente cittadinanza chiedersi quali siano effettivamente questi pareri che devono essere acquisiti, quali documenti vengano valutati ed, eventualmente, chi sollecitare per una pronta evasione della pratica.
La dicitura “pareri in attesa” si riferisce alla acquisizione di:

  1. rapporto informativo della Questura;
  2. rapporto del Casellario Giudiziale;
  3. parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Vediamo nel dettaglio il significato di ognuno di questi atti.

Il rapporto informativo della Questpareriura

Il rapporto informativo della Questura contiene le indagini e le verifiche svolte dalla Questura stessa o, per essa, dai Carabinieri sulla veridicità dei documenti presentati dal richiedente cittadinanza italiana, nonché sul rispetto da parte dello stesso dei requisiti richiesti per ottenere la cittadinanza.

Il primo atto di questo rapporto consiste nella convocazione del richiedente cittadinanza presso la Questura, o presso il locale Comando dei Carabinieri. In alternativa alla convocazione è anche possibile ricevere direttamente una visita presso il proprio domicilio indicato nella richiesta di cittadinanza. È anche possibile sia ricevere la visita a domicilio che essere convocati presso le Forze dell’Ordine.

Oggetto della convocazione, così come del sopralluogo, è quello di verificare la regolarità dell’ingresso del richiedente cittadinanza. A tal fine è bene avere già pronti e a portata di mano tutti i documenti relativi ai permessi di soggiorno ottenuti in passato e all’attuale. Oltre al controllo della regolarità del soggiorno e della effettiva residenza in Italia – qualora si sia residenti in Italia, ovviamente – per chi richiede la cittadinanza per matrimonio, viene verificato anche l’effettiva convivenza con il coniuge.

Le Forze di Polizia effettueranno inoltre controlli e domande relative ai procedimenti penali a carico dell’interessato e/o pendenti e, nel caso di richiesta di cittadinanza per residenza, verrà verificato anche il grado d’integrazione del richiedente.  Nel corso del quale si tenderà a controllare il grado di conoscenza della lingua italiana nonché dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano. È bene giungere preparati a tale appuntamento, studiando la Costituzione italiana ed effettuando degli approfondimenti di Educazione Civica relativi all’ordinamento delle istituzioni italiane.

Alle Forze di Polizia spetta anche il compito di verificare la posizione lavorativa e reddituale del richiedente: tale controllo avviene raccogliendo la documentazione relativa ai redditi del richiedente, il quale dovrà produrre il CUD degli ultimi tre anni e la busta paga dell’ultima mensilità – altri documenti da tenere sempre a portata di mano – sia propri che di ogni membro della famiglia convivente con il richiedente. Se il richiedente è un lavoratore autonomo, invece, si dovrà produrre, in modo analogo ai lavoratori dipendenti, la documentazione inerente i redditi da lavoro dipendente o autonomo degli ultimi tre anni, sia propri che degli altri membri della famiglia convivente.

Tra gli ulteriori controlli che le Forze di Polizia compiono troviamo quelli in merito all’alloggio del richiedente cittadinanza: le Forze dell’Ordine devono indicare se lo stesso è idoneo in rapporto al numero dei componenti del nucleo famigliare nonché certificare la proprietà o la regolarità del titolo d’uso dello stesso. A tal fine è bene produrre una copia dell’atto di acquisto dell’immobile, se di proprietà, o del contratto di locazione, regolarmente registrato, e delle ricevute di regolare pagamento dei canoni di affitto nonché una planimetria dei locali dai quali si possa desumere la dimensione in metri quadri.

Infine, nel caso vi siano figli minori, le Forze dell’Ordine dovranno verificare il rispetto dell’obbligo scolastico: anche in questo caso è bene presentare i documenti relativi alla scuola e alla classe frequentata dai figli.
È bene sapere che al di là del richiedente, tutti i familiari conviventi con il richiedente verranno sottoposti a un controllo d’ufficio al fine di rilevare comportamenti pericolosi per la sicurezza della Repubblica, nel corso di tutto il periodo di soggiorno in Italia.

Il rapporto del Casellario Giudiziale

In questa fase non vi è una partecipazione diretta dell’interessato. Trattandosi di un documento che è già in possesso della Pubblica Amministrazione, sarà questa ad attivarsi presso il Ministero della Giustizia per richiedere l’emissione del rapporto. È per questa ragione che, differentemente da quanto avveniva alcuni anni or sono, ora i certificati penali non vanno più consegnati unitamente all’istanza. Va detto peraltro che il rapporto del Casellario Giudiziale include più informazioni che un semplice certificato penale: in detto rapporto vengono raccolte tutte le informazioni sui trascorsi penali e sui carichi pendenti, anche minimi, anche se estinti o prescritti.

È dunque possibile, anche nel caso il richiedente non sia mai stato incriminato, che il rapporto evidenzi, per fare un esempio, il suo coinvolgimento in indagini di cui magari non ne era a conoscenza, indagini che ovviamente si sono concluse in un vero e proprio processo. A mente sempre che la cittadinanza non è un diritto ma una potestà dello Stato che può concedere o meno, il ripetersi di comportamenti asociali, che risultassero dal rapporto del Casellario Giudiziale, anche se non hanno mai dato luogo a procedimenti penali veri e propri possono essere indice di uno scarso grado d’integrazione e quindi essere motivo ostativo per la concessione della cittadinanza italiana.

Il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza

È l’ultimo dei pareri che vengono raccolti durante l’istruttoria della pratica di cittadinanza. Questo ufficio si occupa di definire se il richiedente cittadinanza è un pericolo per l’ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato. Per fare questo, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno utilizza le informazioni provenienti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, che è parte del Dipartimento stesso, e che raccoglie informazioni a livello nazionale e internazionale.

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Giraldi Costantino
web Writer , web content manager, scrittore di cittadinanza italiana e immigrazione

1 Comment on "Si è in attesa dei pareri necessari alla definizione della pratica ?"

  1. Salve.ha fatto la domanda dì cittadinanza italiana nel ..2013 e da nove mese sul sito in fase di valutazione. Però mia moglia e figli hanno ottenuta doppo 8 mese dalla mia domanda . Ma cosa devo fare ? Anche al telefono non rispodono sia la prefettura che ministero del interno ufficio cittadinanza. Grazie

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