Svizzera e referendum Canton Ticino

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Referendum Canton Ticino

l’Unione Europea è la Svizzera sono ormai impegnate da alcuni mesi in intensi colloqui per cercare di trovare una soluzione su come aumentare ed allargare il voto popolare dei cittadini svizzeri sulla questione della libertà di movimento, in modo che rispetti tutti gli obblighi previsti dall’accordo.

A quanto pare dopo il voto dello scorso 25 settembre 2016 non è stato reso affatto facile il colloquio che già si era complicato in passato. Così il portavoce e capo della Commissione Europea Margaritis Schinas ha commentato l’esito del referendum che si è tenuto nel Canton Ticino e che ha riguardato la materia di lavoro frontaliero.

Dopo la visita effettuata a Zurigo dal presidente Jean-Claude Juncker le due parti si incontreranno ancora una volta alla fine di ottobre, è proprio in quell’occasione ci sarà la possibilità di discutere il voto effettuato lo scorso 25 settembre.

Le possibili conseguenze secondo Schinas arrivano da un dato che è stato sempre messo in chiaro in passato, ovvero le quattro libertà che sono la circolazione delle persone e delle merci, servizi e dei capitali. Secondo Schinas queste sono inseparabili, infatti questo vuol dire che la libertà di circolazione delle persone in Svizzera è davvero fondamentale. In realtà tutte le eventuali soluzioni che si prenderanno da questi accordi dovranno essere approvate dagli Stati membri dell’Unione europea in maniera unanime.

passaporto svizzero

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Il referendum che si è tenuto nel Canton Ticino è arrivato dopo quello dello scorso febbraio 2014 quando un iniziativa popolare partita proprio dal Partito popolare svizzero inneggiava al referendum in merito all’immigrazione di massa.

Difatti quello referendum serviva a limitare l’afflusso di persone all’interno della Svizzera e venne vinto dal sì con il 50,3% dei voti. Il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino Paolo Beltraminelli, ha dichiarato a poche ore dal referendum che gli elettori del Ticino hanno approvato l’idea di privilegiare sul mercato del lavoro tutti coloro che vivono sul territorio, facendo sì che tutte le persone che provengono dall’estero debbano essere soggetti a controlli spudorati. Stando alle ultime statistiche recenti si attesta che circa 62 mila posti di lavoro in Svizzera sono occupati da frontalieri in Ticino.

Adesso si aspetterà con ansia la discussione che avverrà nei prossimi mesi in merito alla questione in quanto potrebbero cambiare davvero moltissime cose per tutti coloro che lavorano in Svizzera e vivono in Italia. Al momento non ci sono ulteriori informazioni ma non appena ci saranno vi terremo aggiornati su questo sito.

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza