Test di cittadinanza : esame di italiano, cultura, educazione civica. Ecco il Disegno di legge 718

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Nuovo disegno di legge in materia di cittadinanza: ecco cosa prevede

La Lega ha proposto un nuovo disegno di legge per chi vuole diventare cittadino italiano.
Il disegno mira a rendere meno “automatico” l’ottenimento della cittadinanza, chiedendo allo straniero di superare una sorta di test di naturalizzazione. Ma vediamo meglio di che cosa si tratta.

La cittadinanza oggi

Innanzitutto il disegno di legge approdato a Palazzo Madama, e firmato soprattutto da Senatori della Lega che vogliono contrastare lo ius soli, è chiamato Modifiche all’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e disposizioni concernenti l’introduzione di un esame di naturalizzazione per gli stranieri e gli apolidi che richiedono la cittadinanza”. 

Oggi la legge permette allo straniero residente regolarmente in Italia da almeno dieci anni, nonché all’apolide che vi risieda da cinque, di chiedere la cittadinanza italiana. 

Lo straniero o l’apolide devono presentare una serie di documenti, disciplinati dal dPR 361/1994, e quindi la domanda va rivolta al Prefetto competente per territorio che poi la trasmette al Ministro dell’Interno, il quale la concede per decreto.

Se tutta la documentazione è in regola, la cittadinanza viene rilasciata.

Il Disegno di legge 718

Il disegno di legge della Lega rileva che si tratta di un procedimento burocratico che però non prende in considerazione la capacità dello straniero di parlare l’italiano correttamente, la sua conoscenza dei concetti di storia, cultura, costume della nazione nonché l’educazione civica e le regole basilari che sono la struttura della società.

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In sostanza, la proposta di legge della Lega mira a rendere meno automatico e più partecipato il processo per la richiesta della cittadinanza, valutando se lo straniero che ne fa richiesta sia “effettivamente” in sintonia con la cultura e con le regole sociali vigenti in Italia.

Secondo la proposta di legge, la cittadinanza è solamente la “conclusione di un processo che porta lo straniero a una perfetta integrazione con il territorio e con i cittadini dello Stato” e non un mero atto amministrativo.

Cosa si intende per “test di cittadinanza” ?

Il disegno di legge chiede allo straniero di effettuare un percorso di integrazione culturale per evitare fenomeni di ghettizzazione, vale a dire per evitare che si creino dei cittadini italiani nella forma ma che nella sostanza tendano a vivere in situazione di disagio o devianza.

L’esame che la Lega propone consiste in un test che si basa in primis sulla necessaria conoscenza della lingua italiana, nonché su domande di storia, cultura, tradizioni.

Non si tratta, specifica il disegno di legge, di un aggravio della procedura oggi prevista, né di un ulteriore adempimento burocratico, bensì di un percorso col quale si vuole invitare lo straniero interessato a divenire italiano adapprofondire la conoscenza del nostro Paese in modo da comprendere nel modo migliore gli usi e i costumi, le leggi, i diritti e i doveri”, come già avviene, si legge nel testo, in Gran Bretagna o negli USA.

L’esame di naturalizzazione

Viene quindi introdotto un esame di naturalizzazione finalizzato a “verificare la conoscenza, da parte del richiedente la cittadinanza italiana, della lingua italiana e locale, dell’educazione civica, della storia, della cultura e delle tradizioni, nonché dei sistemi istituzionali nazionali e locali” secondo l’articolo 2 del progetto di legge.

Il disegno di legge 718 quindi prevede che l’aspirante cittadino italiano sostenga un test di naturalizzazione (la cui portata, la cui disciplina e conformazione per ora è delineata solamente nei suoi aspetti più generali) superato il quale dovrebbe essere considerato cittadino non solo dal punto di vista burocratico ed amministrativo, ma anche per la sua conoscenza e partecipazione al sistema di valori che è la base fondante della società.

Insomma, una sorta di richiamo a quel “patto sociale” che non risulta solo dall’osservanza delle leggi e dei regolamenti della nazione nella quale si vive, ma che consiste anche in condivisione di principi culturali, civici, e ovviamente anche linguistici, evitando quindi (si spera) forme di ghettizzazione o di radicalizzazione.

Ius soli, esame di naturalizzazione e prospettive future di questo Governo

Lo ius soli per ottenere la cittadinanza italiana?

É stato un cavallo di battaglia della sinistra, a cominciare dal Pd senza però che la legge fosse mai approvata, ma con la nuova legislatura sembra destinato a scomparire del tutto o quanto meno ad essere accantonato.

Anzi, nelle intenzioni della Lega c’è quella di mettere ulteriori paletti. Non basterà più la residenza regolare in Italia da almeno dieci anni, come è attualmente previsto dalla legge, ma lo straniero dovrà anche superare un esame di lingua italiana che prevede anche la preparazione in cultura generale, storia, usi e costumi locali della comunità regionale nella quale vive.

É il testo di un disegno di legge presentato da alcuni senatori leghisti e che segue la proposta avanzata già due anni fa dal senatore Consiglio.

Già allora si parlava di “esame di naturalizzazione” e la battaglia torna adesso di moda. Loro lo considerano come un invito per l’immigrato ad approfondire la conoscenza del nostro Paese per evitare che rimanga ai margini.

E ricordano come in Gran Bretagna così come negli Stati Uniti si deve superare un test in lingua inglese ma anche dimostrare la conoscenza del Paese in cui risiedono, le sue istituzioni e leggi. Per ora, comunque, è solo una proposta.

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About the Author

Maria Grazia Roversi
Facoltà di Giurisprudenza (studentessa) , scrittrice di monografie e articoli sulla cittadinanza italiana

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