Cittadinanza da 4 a tre anni nella nuova bozza dei decreti sicurezza

Modifica del decreto sicurezza: nuove tempistiche per le pratiche di cittadinanza ?

Si delinea il contenuto del nuovo testo di modifica dei decreti salvini

Lo avevano anticipato, e così è stato. Al governo si lavora in maniera incessante per modificare i decreti sicurezza voluti nel 2019 dall’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini.

E così a distanza di un anno il contenuto di quei decreti oggi non considerati idonei alla società in cui viviamo, saranno modificati per dare posto al modus operandi dell’attuale ministro Luciana Lamorgese.

Quest’ultima, durante la riunione tenutasi lo scorso giovedì sera al Viminale (quindi il 30 Luglio) ha proposta la bozza di decreto di cui Public Policy ha preso visione.

Per il testo definitivo occorrerà aspettare settembre, con il passaggio anche per le autonomie locali.

Nuovi termini di durata massima delle tempistiche della cittadinanza, nuova bozza

Una delle modifiche su cui è stata all’interno della maggioranza trovata una intesa volta ad un unanime accordo concerne, il termine massimo per la conclusione delle pratiche per la concessione della cittadinanza per residenza e matrimonio.

Termine che è sceso dai quattro previsti dal Leader della lega a tre, con possibilità di ottenere attraverso il silenzio assenso.

Affinché dunque possa essere avanzata una richiesta devono essere trascorsi “trentasei mesi dalla data di presentazione della domanda” e non più quarantotto. Tuttavia pare che la norma, come si apprende, non sarà retroattiva.

Gli altri punti della bozza

Altre novità si segnalano:

L’allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria: l’ampliamento dei permessi di soggiorno speciali a chi rischia di subire “trattamenti inumani e degradanti” nel proprio Paese, a chi necessita di cure mediche, da Paesi afflitti da “gravi calamità“.

La revisione del sistema di accoglienza Siproimi che era stato limitato da Salvini ai soli rifugiati e ora prevedendo due livelli: uno di prima assistenza l’altro anche con l’integrazione.

Dopo l’intervento della Corte costituzionale (diniego di iscrizione anagrafica presenta effetti pregiudizievoli per i richiedenti asilo quanto all’accesso ai servizi ad essi garantiti) anche il Governo apre alla possibilità per i titolari di permesso di soggiorno per richiesta asilo di iscriversi all’anagrafe comunale.

La delicata materia delle sanzioni ONG

Delicata questione è stata affrontata invece in merito alle ONG, che hanno il compito di condurre i migranti in sicurezza. Circa le sanzioni previste dal Decreto Sicurezza, oggi la bozza di legge propone di tornare alle origini.

E così nella bozza contenuta in questo unanime accordo del Viminale, i partiti che compongono il Governo hanno infatti voluto abolire in maniera radicale, con il prossimo decreto di settembre le pesanti multe amministrative fortemente volute dall’ex ministro Matteo Salvini.

Qualcuno che siede in maggioranza parla di una eliminazione definitiva. La qual cosa vuol dire rispondere a livello sanzionatorio solo se si sfocia nel condotto penale.

Modifica del Codice della Navigazione

Come riportano numerosi quotidiani, attraverso questo nuovo testo legislativo, avremo una modifica del codice della Navigazione. L’attenzione sarà rivolta per la maggiore all’articolo 1102, prevedendo sanzioni da 10mila a 50mila euro.

Ma a differenza dei dl Sicurezza non sarà il prefetto a irrogarle ma il giudice, solo nel caso ci siano le condizioni per un processo penale.

Più forte il principio del non respingimento

Il principio del non respingimento sarà invece quello ampiamente rafforzato attraverso il nuovo decreto. Il tutto con lo scopo di non espellere tutti quei migranti provenienti da Paesi che violano i diritti umani.

È questa una delle novità ampiamente dibattute e su cui il Governo si è visto concorde nelle novità fortemente volute dalla Lamorgese.

Come già funziona attualmente, ci sarà la non ammissione del respingimento, dell’espulsione o dell’estradizione di una persona verso uno Stato a patto che sussistano dei validi motivi.

Motivi che lasciano ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Ma il nuovo decreto porterà l’applicazione del divieto nel caso ci sia il pericolo di “trattamenti inumani o degradanti”.

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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