Doppia cittadinanza liberiana

I Liberiani con doppia cittadinanza sono diventati De Facto cittadini di seconda classe nel proprio paese di nascita?

Il dibattito sui liberiani con status di doppia cittadinanza e sulla loro partecipazione all’interno del governo liberiano continua a riproporsi all’interno della Liberia e nell’ambito della diaspora.

Mentre alcuni paesi sfruttano la doppia cittadinanza, i legislatori in Liberia non riescono ad approfittare delle tante opportunità costruttive previste dalla doppia cittadinanza.

Bella Consultants ha sottolineato: “la doppia cittadinanza sta diventando più comune nell’economia sempre più interconnessa di oggi. Nazioni come India, Filippine e Messico adesso ricercano i vantaggi della doppia cittadinanza liberalizzando le proprie leggi sulla cittadinanza.

Questi paesi hanno compreso che la partecipazione alla doppia cittadinanza presenta li vantaggio di ampliare la base economica di un paese, promuovendo il commercio e l’investimento fra i rispettivi paesi del doppio cittadino”.

Il problema della fuga di cervelli che la Liberia si trova ad affrontare potrebbe essere risolto incoraggiando i connazionali che godono della cittadinanza di altri paesi a fare ritorno in Liberia e a contribuire alla crescita della nazione con le proprie abilità/professionalità.

Secondo Augustine Oyowe (autore di Brain Drain), “quando un professionista altamente qualificato sceglie di lasciare il proprio paese per un altro, lo fa per uno o diversi motivi politici o economici legittimi: pace e sicurezza per se stesso e la propria famiglia, soddisfazione lavorativa, miglior paga e condizioni, uno standard di vita più alto ecc.”

Nel corso della storia, le nazioni e i centri di eccellenza accademica che offrono queste attrattive hanno ricevuto i numeri maggiori di immigrati professionisti i quali, di rimando, hanno contribuito in maniera sostanziale alla crescita economica dei paesi ospitanti.

La commissione economica NU per la Africa e l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) hanno stimato che 27.000 africani hanno lasciato il continente diretti verso le nazioni industrializzate fra il 1960 e il 1975. Durante il periodo dal 1985 al 1984, la cifra è aumentata a 40.000. Si stima che dal 1990, almeno 20.000 persone lascino ogni anno il continente.

Nel 2004, l’ONU ha segnalato che i potenti fattori nella fuga dei cervelli hanno contribuito alle valutazioni scarse dell’Africa in termini di crescita economica nel corso degli ultimi 30 anni (peggiorate da misure di aggiustamento strutturale che hanno dato come risultato una caduta drammatica degli standard di vita) e dalla instabilità politica (disordini in Nigeria e Zaire, guerra civile in Liberia, Sierra Leone e Somalia ecc.).

La Liberia è uno degli Stati esistenti al mondo a concedere la cittadinanza in base all’etnia.

Migliaia di professionisti liberiani qualificati sono stati costretti contro la propria volontà all’esilio durante gli anni 1980 e 1990. La migrazione di professionisti altamente qualificati dal paese rappresenta un problema estremamente complesso che presenta all’attuale governo liberiano un enorme dilemma.

Una cosa è parlare di problemi costituzionali; un’altra è creare gli incentivi che possono incoraggiare i professionisti liberiani qualificati a fare ritorno a casa.

Le attuali condizioni in Liberia esigono che i liberiani con le abilità e i talenti richiesti debbano essere identificati e incoraggiati a fare ritorno a casa, per contribuire al processo di ripresa economica.

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Natalie Ciaramella
Natalie Ciaramella

Autrice e articolista in cittadinanza e immigrazione, stranieri

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