Reddito di cittadinanza cos’è

La cittadinanza italiana dà diritto a ricevere un reddito minimo garantito: è questo il fulcro del reddito di cittadinanza, proposta che in Italia è stata avanzata dal Movimento 5 Stelle e che in altri paesi d’Europa è già realtà.

La proposta dare fiducia ai tanti disoccupati e alle tante famiglie che soffrono per effetto della crisi economica, fa molto discutere: da un lato si segnala l’alto costo per lo Stato di una manovra del genere mentre dall’altro si sottolinea come si tratti di una soluzione alla povertà, capace di rilanciare i consumi e dunque generare nuovo gettito per l’erario.

Tutti i cittadini italiani, che percepiscono un reddito inferiore a una data soglia stabilita dallo Stato, percepirebbero, grazie alla introduzione del reddito di cittadinanza, una integrazione al loro reddito, fino a giungere al reddito minimo garantito, che è di 780 euro mensili nella proposta del M5S. Chi è disoccupato riceverebbe dunque 780 euro mensili, mentre chi ne percepisce già, per esempio 500€, otterrebbe una integrazione mensile di 280€.

I detrattori della proposta sottolineano però come possa trasformarsi in una forma di disincentivo al lavoro, poiché se una persona possiede un reddito di cittadinanza minimo garantito dallo Stato, non ha interesse a darsi da fare per cercare lavoro: questo potrebbe essere vero, e per questa ragione, si prevede che lo Stato, oltre a integrare il reddito dei propri cittadini, provveda anche a fornire a questi offerte di lavoro, che, qualora rifiutate, genererebbero la perdita al diritto al reddito minimo garantito.

Possiamo dunque vedere il reddito minimo garantito quale il germoglio di un nuovo modello di welfare: si tratta di una misura previdenziale della quale beneficerebbero tutti i cittadini italiani, in quanto persone e non in quanto lavoratori o ex lavoratori. Per questo motivo è uno strumento di tutela nel momento in cui si rimane senza lavoro, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto e dalla forma contrattuale.

Molto meglio di qualsiasi ammortizzatore sociale, si estenderebbe a tutte le aziende, anche quelle che non sono coperte dagli ammortizzatori sociali, e a tutte le categorie di lavoratori, anche ai lavoratori autonomi; inoltre sarebbe un valido aiuto per quei giovani che, muovendo i primi passi nel mercato del lavoro, ricevono uno stipendio inferiore al minimo.

Il reddito di cittadinanza, che abbiamo detto essere una proposta di welfare, non va però confusa con altre proposte previdenziali, come quella avanzata dal Presidente dell’Inps Tito Boeri, che prevede l’erogazione, da parte dell’INPS, di un contributo minimo per gli over 55 inoccupati: in questo caso l’ente previdenziale anticiperebbe il trattamento pensionistico ad una fascia, quella degli ultra 55 anni, ammesso questi abbiano maturato i requisiti per ricevere la pensione. Si tratta dunque, quella di Boeri del sussidio per i disoccupati e inoccupati, di una proposta differente da quanto sopra esposto poiché non rivolta a tutti i cittadini in quanto persone, ma limitata ad una determinata fascia di ex lavoratori.

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Giraldi Costantino
web Writer , web content manager, scrittore di cittadinanza italiana e immigrazione

1 Comment on "Reddito di cittadinanza cos’è"

  1. salve sign.avvocato un’informazione ma la domanda di reddito minimo garantito è possibile farlo anche per chi è residente nella provincia di viterbo? se si come si può presentare la domanda? grazie mille

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