Carta di soggiorno per cittadini inglesi

Cittadini inglesi residenti in Italia nel dopo brexit

Brexit, il documento digitale di soggiorno per i cittadini britannici residenti in Italia: tutti i passaggi

Con la Brexit diventata “effettiva” sono cambiate molte cose, tra cui anche le norme per i cittadini britannici e i loro familiari residenti in Italia.

Dallo scorso 1 gennaio, infatti, questa particolare tipologia di cittadini può richiedere un documento digitale – presso la propria Questura di residenza – in base a quanto previsto dall’Accordo di recesso tra il Regno Unito e l’Unione Europea.

In più, per rendere più agevole il tutto, le Questure hanno attivato anche una casella di posta elettronica dedicata che consente di fissare l’appuntamento presso l’Ufficio Immigrazione, in modo tale da avviare l’istruttoria relativa al documento digitale di soggiorno.

Ma vediamo tutti i dettagli dell’Accordo di recesso.

Documento digitale di soggiorno per i britannici: carta di soggiorno e carta di soggiorno permanente

I beneficiari di questo Accordo di recesso sono pertanto i cittadini del Regno Unito che risultavano residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020 e i familiari che li hanno accompagnati o raggiunti anche dopo quella data.

Tramite questo Accordo di recesso, i cittadini britannici possono ricevere un documento di soggiorno in formato elettronico, che consente di esercitare i diritti riconosciuti dall’Accordo stesso.

Il documento è valido cinque anni (carta di soggiorno); tuttavia, se il soggetto in questione ha maturato il diritto di soggiorno permanente, la validità del documento si estende a 10 anni (carta di soggiorno permanente).

Come accennato, è la Questura della provincia di residenza del cittadino britannico a rilasciare il documento in formato digitale, tramite un canale tematico dedicato sul portale della Questura che permette di fissare l’appuntamento per la presentazione dell’istanza.

Una volta fissato l’appuntamento bisognerà presentarsi personalmente in Questura: verranno acquisiti i dati biometrici del richiedente. Per il rilascio bisognerà attendere qualche giorno.

Quali documenti devono essere presentati?

I cittadini del Regno Unito dovranno presentare un documento di identità in corso di validità e l’attestazione della propria iscrizione anagrafica, rilasciata dal Comune di residenza, che dimostri l’iscrizione anagrafica entro il 31 dicembre 2020 o, in alternativa, autocertificazione della propria iscrizione in anagrafe entro il 31 dicembre 2020 e di non essere stato successivamente cancellato, ai sensi degli artt. 46-47 D.p.r. 445/2000.

Inoltre, sarà necessario presentare anche 4 fotografie in formato tessera e la ricevuta di pagamento di 30,46 euro, pari al costo di produzione del documento. Il pagamento va effettuato tramite bollettino postale sul CC n. 67422402 (intestato a “MEF DIP.TO DEL TESORO VERS: DOVUTO RILASCIO CARTA DI SOGGIORNO” – causale: “Importo per il rilascio della carta di soggiorno – Accordo di recesso UE/ UK”).

Per quanto riguarda i familiari del cittadino del Regno Unito, oltre ai documenti precedentemente indicati sarà necessario anche presentare un documento dall’autorità competente del Paese di origine o di provenienza che attesti la qualità di familiare del cittadino britannico.

Anche gli studenti britannici che risultino iscritti nell’anagrafe della popolazione residente o nel registro della popolazione temporanea entro il 31 dicembre 2020 possono richiedere il rilascio del nuovo documento di soggiorno elettronico: la richiesta va presentata sempre presso la Questura della provincia di residenza.

Per quanto riguarda invece i lavoratori frontalieri, ovvero i cittadini del Regno Unito “che esercitano un’attività economica conformemente all’articolo 45 o 49 del Trattato sul funzionamento dell’UE, in uno o più Stati in cui non soggiornano” (sempre in base all’Accordo di recesso, ndr), la richiesta di un documento elettronico della validità di cinque anni che attesti il loro status è possibile (presso la Questura della provincia dove si trova la sede di lavoro) ma ad una condizione.

I lavoratori frontalieri devono infatti esibire idonea documentazione che possa dimostrare che esercitano in Italia un’attività economica conformemente all’articolo 45 o 49 del Trattato sul funzionamento dell’UE, da prima del 31 dicembre 2020.

Cosa fare se non si è iscritti in anagrafe entro il 31 dicembre 2020

I cittadini britannici che risultino non iscritti in anagrafe entro il 31 dicembre 2020 ma che possono dimostrare con idonea documentazione la propria legale permanenza sul territorio nazionale alla suddetta data (ad esempio con il contratto di lavoro, ma anche con il certificato d’iscrizione ad un corso di studi) possono inoltrare la richiesta di rilascio del documento elettronico alla Questura della provincia di residenza.

Il rilascio del documento di soggiorno elettronico è garantito anche se si cambia residenza.

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    Avv. Angelo Massaro
    Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza
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