Cittadinanza italiana da 730 giorni a 4 anni, tutte le novità del decreto salvini sulle cittadinanze

cittadinanza decreto salvini

Il decreto unico immigrazione e sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri composto dal premier Conte, Di Maio e Matteo Salvini, firmato dal Presidente Mattarella il 4 ottobre 2018, modifica la legge di cittadinanza italiana in diversi puntivediamo pertanto insieme il Capo III  rubricato “Disposizioni in materia di cittadinanza” e nello specifico l’articolo 14  (Disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza)

Decreto-legge 4 ottobre 2018 n. 113 , Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.231 del 04-10-2018,  entrato in vigore il 05 ottobre 2018

Cittadinanza italiana concessa in 4 anni

Tanto per la concessione della cittadinanza per residenza (articolo 9 legge 91/1992) quanto per l’attribuzione della cittadinanza matrimoni (articolo 5 legge 91/1992) il termine di conclusioni delle pratiche di cittadinanza era di due anni.

Nella cittadinanza per matrimonio il decorso infruttuoso dei due anni previsti comportava la formazione di silenzio assenso sulla richiesta di cittadinanza con la possibilità di ottenerla dal Giudice Ordinario dopo il decorso biennale.

Il decreto salvini modifica elevando a 4 anni (quarantotto mesi) il termine di conclusione del procedimento di cittadinanza : 

Dopo l’articolo 9-bis legge 5 febbraio 1992, n.91 è aggiunto il seguente :

Art.9- ter legge n. 91/1992

1. Il termine di definizione dei procedimenti di cui agli artt. 5 e 9 è di quarantotto mesi dalla data di presentazione della domanda.

2. Il termine di cui al comma 1 si applica altresì ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza avviati dall’autorità diplomatica o consolare o dall’Ufficiale di stato civile a seguito di istanze fondate su fatti occorsi prima del 1 gennaio 1948.”.

L’articolo aggiuntivo (art. 9-ter) introdotto nella legge n. 91/1992 con la lettera c) prolunga da 24 a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti sia di concessione della cittadinanza per residenza sia di quelli di attribuzione per matrimonio.

Il medesimo termine si applicherà ai procedimenti di riconoscimento della cittadinanza avviati dall’autorità diplomatica o consolare o dall’ufficiale di stato civile per le istanze che si fondano su fatti accaduti prima del 1 gennaio 1948.

Secondo l’ASGI l’allungamento a 4 anni del termine per la Pubblica Amministrazione di definire il procedimento di cittadinanza è incredibilmente eccessivo e la previsione della revoca della cittadinanza si palesa in violazione del divieto di privazione della cittadinanza per motivi politici previsto dall’art. 22 Costituzione.

Aumento del contributo per le cittadinanze a 250 euro

Il decreto immigrazione porta l’importo per la presentazione  della cittadinanza a duecentocinquanta euro, precedentemente era di 200 euro :

Art. 9-bis legge n. 91/1992

2. Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di un contributo di importo pari a 250 euro “

Pertanto la disposizione di cui alla lettera b) art. 14 del decreto salvini  aumenta da 200 a 250 euro l’importo del contributo richiesto per le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza.articolo 14 decreto salvini cittadinanze

[FAQ] L’aumento dei 50€ è previsto anche per le domande già presentate prima di questo decreto ? Quelli che hanno già pagato 200€ per fare la domanda di cittadinanza dovranno aggiungere altri 50 euro per arrivare ai 250 ?

No, l’aumento del bollettino della cittadinanza riguarda solo le nuove domande. 

bollettino cittadinanza 250 euro

Abrogazione dell’articolo 8 comma 2 per le cittadinanze per matrimonio

E’ eliminato il comma 2 articolo 8 della legge n. 91/1992 secondo cui “L’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza è preclusa quando dalla data di presentazione dell’istanza stessa, corredata dalla prescritta documentazione, sia decorso il termine di due anni”

Cosa comporta ? Hanno cancellato il silenzio assenso delle domande per matrimonio ?

In precedenza le cittadinanze per matrimonio non potevano essere più rifiutate trascorsi i due anni dalla presentazione della domanda. 

Ora con l’abrogazione dell’articolo 8 c. 2 le domande di cittadinanze per matrimonio potranno sempre essere rigettate anche con il decorso del termine massimo di 4 anni.

Pertanto la lettera a) del comma 1 art. 14 del decreto salvini abroga la disposizione della legge n. 91/1992 che precludeva il rigetto della domanda di cittadinanza iure matrimonii (determinando una ipotesi di silenzio-assenso che inibisce anche il successivo rigetto per motivi di sicurezza della Repubblica).

Il nuovo decreto Salvini si applicherà anche alle domande di cittadinanza già presentate ?

SI ! Ma solo le nuove regole sul termine di definizione dei procedimenti in quarantotto mesi (4 anni) dalla data di presentazione della domanda si applicano ai nuovi procedimenti, alle pratiche già presentate e procedimenti in corso.

L’articolo 14  comma 2 (Disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza) espressamente riporta : “Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c) si applicano ai procedimenti di conferimento della cittadinanza in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”

Il comma 2 dell’articolo 14 pertanto prevede che le disposizioni sull’allungamento dei termini per la conclusione dei procedimenti si applicano anche ai procedimenti in corso.

Quando entrerà in vigore il decreto salvini sulla cittadinanza e immigrazione ?

Dopo la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il 5 ottobre 2018 il decreto salvini è entrato in vigore.

Istituto della revoca della cittadinanza

Sempre in tema di cittadinanza, si introduce l’istituto della revoca della cittadinanza italiana concessa ai cittadini stranieri (quindi non sarà possibile la revoca dello ius civitatis per i cittadini per nascita) che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, avendo riportato condanne per gravi reati commessi con finalità di terrorismo o eversione.

L’intervento normativo mira a consentirne l’allontanamento dal territorio nazionale di soggetti pericolosi, altrimenti precluso dall’acquisizione dello status di cittadino italiano.

“Art. 10-bis legge n. 91/1992

1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, è revocata in caso di condanna definitiva per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera a), n. 4), del codice di procedura penale, nonché per i reati di cui agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale.

La revoca della cittadinanza è adottata, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui al primo periodo, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno”.

Si tratta dei delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale e democratico.

La procedura di revoca della cittadinanza

La revoca viene adottata nella forma del decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno, entro tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna per i reati elencati.

Pertanto, il comma 3 dell’articolo provvede ad integrare l’articolo 1, comma 1, della legge 12 gennaio 1991, n. 13 che elenca gli atti adottabili nella forma del decreto del Presidente della Repubblica, aggiungendo il provvedimento di revoca della cittadinanza.

La revoca si fonda sul presupposto della condanna in primo grado, confermata in appello, per delitti commessi con finalità di terrorismo.

Pericoli di apolidia prospettati dall’ASGI

La revoca della cittadinanza potrebbe  generare apolidia nei confronti di chi, con l’acquisto della cittadinanza italiana, abbia perso la propria cittadinanza di origine.

Per tale ragione tale previsione risulta illegittima se si considera il divieto di nuova apolidia previsto dall’art. 8, comma 1 della Convenzione sulla riduzione dell’apolidia adottata il 30 agosto 1961, a cui l’Italia ha aderito e dato esecuzione con legge 29 settembre 2015, n. 162.

Modifiche della cittadinanza iure sanguinis

Dal testo definitivo sono state eliminate le limitazioni alla trasmissione della cittadinanza ai discendenti in linea retta di secondo grado che possono documentare lo status civitatis italiano del loro ascendente.

Su questo punto è stato risolutivo l’intervento del sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo che ha recentemente annunciato sui social network di aver convinto il titolare del Viminale Salvini a rivedere questo punto del decreto immigrazione e pertanto non ci saranno modifiche alla trasmissione ius sanguinis.

Approfondimento sulla riforma della cittadinanza Salvini :

Articolo 14 disposizioni in materia di acquisizione e revoca della cittadinanza

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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