Esta e passaporto per Usa 2017

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Volare negli Usa, ecco le nuove (e vecchie) regole

Con l’amministrazione Trump c’è stata una stretta per alcuni Paesi musulmani e non solo, ma per gli italiani permangono la necessità del passaporto italiano con impronte digitali e dell’Esta

Le restrizioni all’ingresso negli Usa che il neo presidente Donand Trump vorrebbe applicare ai cittadini di alcuni Paesi musulmani, anche se per il momento la sua riforma non è passata, per ora non riguardano l’Europa, ma questo non significa che anche dall’Italia non ci siano comunque limitazioni e regole da rispettare, perché il passaporto da solo non basta.

Intanto comunque si parte da quello: per entrare negli Usa è necessario possedere il passaporto con le impronte digitali nel microchip, ormai entrato nell’uso comune dal 2019 e ha un codice composto da 2 lettere e 7 numeri.

Ma non è tutto, perché resta il limite di un soggiorno massimo pari a 90 giorni per i turisti: è questo infatti quanto dura l’Esta (Electronic System for Travel Authorization), ossia l’autorizzazione al viaggio obbligatoria per chi viaggia dall’Italia sia per motivi di affari che di turismo.

L’Esta non è un vero e proprio visto, anche se vale per tutti (minorenni compresi che devono essere in possesso di un passaporto individuale), ma piuttosto un ‘via libera’ all’ingresso nel Paese seguendo alcune regole rigide: oltre ai motivi legati al lavoro oppure al turismo, alla sosta contingentata in tre mesi al massimo, anche essere già in possesso di un biglietto di ritorno.

Può essere richiesta anche soltanto a poco dalla partenza, versando 14 dollari, ma il consiglio è quello di presentare domande almeno 72 ore prima dell’imbarco.

E comunque all’arrivo negli scali statunitensi rimane sempre in vigore il colloquio con il funzionario delle Dogane americane che interrogherà sul motivo della visita e se non sarà convinto della correttezza delle informazioni rilasciate ha il potere di negare l’accesso dichiarando il turista non idoneo, in basi alle leggi degli Stati Uniti che su questo argomento sono da sempre rigide e non soltanto dopo l’avvento della presidenza Trump.

esta stati uniti

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E se qualcuno comunque non è in grado di soddisfare i criteri di cui abbiamo parlato sopra, dovrà richiedere il visto all’ambasciata ben prima di partire verso gli Usa. È il caso ad esempio dei cittadini italiani che prima di volare negli Usa abbiano viaggiato in Siria, Iran, Libia, Somalia, Yemen, Sudan e Iraq, ossia i sette Paesi previsti dal blocco di Trump a partire dal 1° marzo 2011.

Una regola che già esisteva, introdotta dalla presidenza Obama. Se comunque il viaggio è stato causato da motivi ufficiali, si può provare la registrazione all’Esta ma non è detto che ha risposta sia positiva.

avvocati studio legale

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza