Perdita della cittadinanza italiana

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Cittadinanza italiana, come si rinuncia?

La legge di cittadinanza prevede diversi casi nei quali si può presentare domanda per la rinuncia alla cittadinanza italiana. Ecco quali sono i e documenti che servono

Di recente ha fatto molto discutere la dichiarazioni di Lucia Riina, ultima figlia del boss mafioso, che vuole chiedere ufficialmente la rinuncia alla cittadinanza italiana visto che non si sente rappresentata.

In realtà però possono esserci motivi meno drastici e più pratici per presentare questa richiesta e vanno dal fatto di essersi trasferiti in maniera stabile all’estero, magari in un Paese che non permette la doppia cittadinanza, o perché per motivi fiscali è più conveniente.

Rinuncia volontaria alla cittadinanza italiana

Per legge infatti non esiste un obbligo per nessuno a mantenere la cittadinanza italiana. In particolare la normativa vigente permette di rinunciare al proprio status in alcuni casi particolari, quelli ad esempio dei figli adottati, quando sono maggiorenni, in seguito della revoca dell’adozione per un fatto imputabile al genitore adottivo (o a chi ne fa le veci), sempre che siano in possesso di un’altra cittadinanza oppure la possano acquisire.

O ancora ai maggiorenni che hanno ottenuto la cittadinanza italiana quando invece erano minorenni, dopo l’acquisto della nostra cittadinanza da parte di uno dei genitori, ai cittadini italiani che si trasferiscono all’estero e possiedono o acquistano un’altra cittadinanza o infine ai figli minorenni di cittadini stranieri che, dopo il compimento della maggiore età, vogliono rinunciare alla cittadinanza italiana acquisita precedentemente e lo comunicano all’Ufficiale di Stato Civile o all’Autorità diplomatica.

Revoca della cittadinanza

Invece si tratta di perdita automatica della cittadinanza e non di rinuncia in questi casi:

  • quando un cittadino sia stato adottato e l’adozione viene revocata per un fatto a lui imputabile, sempre che abbia o acquisti un’altra cittadinanza;
  • quando un cittadino italiano lavora o presta servizio militare per un Paese estero oppure ne acquista volontariamente la cittadinanza durante un periodo di guerra;
  • quando un cittadino italiano si arruola nell’esercito di uno Stato straniero o accetta un incarico pubblico all’estero, nonostante il divieto espresso del Governo italiano.

Cosa bisogna fare quindi per rinunciare alla cittadinanza italiana ?

Non è un procedimento automatico, ma bisogna presentare la domanda con alcuni allegati.

In particolare si tratta dell’atto di nascita, del certificato di cittadinanza italiana, della documentazione che attesta la residenza all’estero e del documento che certifica l’acquisizione di una cittadinanza straniera.

Nel caso poi si parli della cittadinanza statunitense, bisogna anche allegare il ‘Certificate of Naturalization‘ rilasciato dal Dipartimento Americano di Immigrazione e la ricevuta del versamento di 200 euro.

Riacquisto cittadinanza italiana

Allo stesso modo però la legge permette di riacquistare la cittadinanza italiana in questi casi:

  • se il cittadino è residente in Italia da almeno un anno, salvo espressa rinuncia entro lo stesso termine;
  • se dichiara di voler riavere la cittadinanza italiana e stabilisce la propria residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione;
  • se presta servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler riottenere la cittadinanza;
  • se assume un pubblico impiego in Italia e chiede di riacquistare la cittadinanza;
  • se, dopo aver prestato servizio militare o pubblico incarico in uno Stato estero, dimostra di avere abbandonato la carica e risiede in Italia da almeno due anni.

Non è possibile però riavere la cittadinanza italiana se il richiedente l’ha persa perché ha ricevuto un incarico pubblico o è stato arruolato nell’esercito di un altro Paese durante lo Stato di guerra e perché la sua adozione è stata revocata per motivi a lui imputabili.

Lucia Riina chiederà la revoca della cittadinanza

Dopo la mancata concessione del bonus bebé l’ultima figlia del boss Totò Riina non si sente italiana e quindi farà domanda perché le sia revocata la cittadinanza.

La mancata concessione del bonus bebé a Lucia Riina e al marito, Vincenzo Bellomo, da parte della Regione Sicilia ma anche dell’Inps è stata salutata dalla stragrande maggioranza come una decisione logica, ma è stata anche incassata con sdegna dalla diretta interessata perché la figlia del boss mafioso Totò Riina si sente perseguitata dallo Stato e ora minaccia di chiedere la revoca della cittadinanza per lei e per la sua famiglia.

Tutto è cominciato qualche giorno fa quando è arrivata la risposta definitiva alla domanda presentata dalla donna, che da qualche mese è anche diventata mamma, per la concessione del bonus bebé al quale pensava di avere diritto da parte del Comune di Corleone dove è tornata a vivere dal 1993.

La Regione Sicilia prevede un assegno una tantum pari a 1000 euro per le mamme a patto che l’Isee sia sotto i 25 mila euro e così anche la quarta e ultima figlia di Totò Riina ha provato a chiederlo. La domanda però è stata respinta in prima istanza per un vizio di forma e quindi è stato il marito, Vincenzo, a riprovarci ma non c’è stato nulla da fare a causa del ritardo con il quale è stata presentata la richiesta. E anche l’Inps ha deciso di rigettare definitivamente la richiesta.

Una decisione che la donna, ufficialmente pittrice, ha deciso di contestare con un lungo post sul suo profilo Facebook lamentando la mancanza di una vita privata per lei e la sua famiglia, in primis per la sua piccola. E allora visto che la vita non le appartiene più perché viene data in pasto alla stampa e all’opinione pubblica, tanto vale che sia direttamente lei a comunicare quello che succede “perchè io sono la figlia di Riina, non ho diritto a nulla, devo stare zitta, mi devo fare calpestare”, scrive la donna.

Mancata concessione del bonus bebè all’origine della scelta

Lucia Riina si stupisce che il Comune di Corleone, sciolto per mafia e amministrato da tre commissarie donne, come lei, abbia voluto bocciare la domanda per la concessione di un bonus che spetta a molte donne. Si sente trattata diversamente e per questo è pronta ad un’azione clamorosa.

Attraverso il suo legale vuole presentare domanda al Presidente della Repubblica la revoca della cittadinanza italiana, così come di tutti i suoi diritti costituzionali per lei, il marito e la figlia in modo che sia chiaro a tutti “come l’Italia politica e mediatica tratta i suoi figli, perché sono brutti, sporchi e cattivi”.

Lucia, 37 anni è la figlia più piccola del boss: uno dei suoi fratelli, Giovanni Francesco, al momento è in galera per scontare l’ergastolo dopo alcuni omicidi. Un altro invece, Giuseppe Salvatore, nel 2008 l’aveva accompagnata all’altare non appena era uscito di prigione mentre la sorella Maria Concetta vive in Puglia con il marito.

Quattro anni l’erede del ‘Capo dei Capi‘, aveva rilasciato un’intervista alla tv svizzera nella quale diceva di essere onorata di portare qual cognome anche se era dispiaciuta per le vittime di mafia. Ma al Comune di Corleone e in Regione nessuno ha voluto credere che sia così indigente da meritarsi la concessione del bonus bebè.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana