Cittadinanza vaticana, tutte le regole per ottenerla

cittadinanza vaticana

Per lo Stato più piccolo del Mondo è normale avere condizioni strettissime per ottenere la cittadinanza. Perché quella del Vaticano è riservata a pochissimi fortunati, molto meno di un migliaio in tutto, e non si può ottenere attraverso lo ‘ius soli’, condizione che si vorrebbe introdurre in Italia, e nemmeno per diritti sanguigni.

Le regole per la cittadinanza vaticana, come si può dedurre, sono veramente strettissime e riguardano pochi eletti. Scritta dai Patti Lateranensi del 1929 regolarmente riportato nella Legge sulle fonti vaticane del 2009. La legge del 1929 vigente per 80 anni fino alla sua sostituzione ad opera della legge 22 febbraio 2011 n. CXXXI.

L’importanza della nuova legge vaticana “sulla cittadinanza, la residenza e l’accesso”, promulgata da Benedetto XVI il 22 febbraio 2011 per “adeguare le leggi vaticane all’attuale situazione, tenendo conto dei profondi mutamenti che si sono verificati dal 1929 ad oggi” in particolare la concessione della cittadinanza vaticana al personale diplomatico della S.Sede e la distinzione tra cittadinanza e residenza.

In pratica sono a tutti gli effetti cittadini vaticani : anzitutto i cardinali che risiedono nel comune di Roma e all’interno della Città del Vaticano, ma anche tutti i componenti della Guardia Svizzere quanti risiedono in maniera stabile nella Casa Santa Marta.

E ancora coloro che risiedono stabilmente nella Città del Vaticano per motivi di ufficio, impiego, dignità e carica oppure quando la residenza è autorizzata direttamente dal pontefice o da chi ne fa le veci per conto del Cardinale Segretario di Stato. Inoltre il coniuge e i figli di un cittadino vaticano purché siano conviventi, gli ascendenti e i fratelli di un cittadino vaticano purché siano conviventi e il Giudice unico della Città del Vaticano. Infine coloro che sono anche cittadini italiani e per ragioni d’ufficio sono membri delle rappresentanze diplomatiche della Santa Sede.

La cittadinanza vaticana però si può anche perdere.

Succede nei casi di atto volontario per rinuncia dell’ufficio, all’impiego o di abbandono della residenza sul territorio, in caso di atto imposto per revoca dell’ufficio o dell’autorizzazione a risiedere o per cessazione della carica che assegnava la cittadinanza. In più i coniugi perdono la cittadinanza se il matrimonio viene annullato o dispensato, se viene pronunciata la separazione o se i figli o i fratelli di un cittadino vaticano al compimento del 25° anno d’età siano inabili al lavoro e debbano dipendere dal cittadino vaticano

Il cittadino vaticano che non ha più la cittadinanza torna comunque ad avere quella d’origine e se non ha alcun titolo per essere cittadino di un altro Paese ottiene di diritto quella italiana. E solo il pontefice può riammettere una persona alla cittadinanza vaticana.

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Legge 22 febbraio 2011, n. CXXXI legge cittadinanza vaticana

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana