Seconde generazioni in crescita

Cittadinanza: ecco i nati in Italia senza cittadinanza

I migranti in Italia sono tanti, così come i bambini nati sul nostro suolo dalla loro unione.

È dunque per questi nascituri la proposta di legge di ius culturae di cui in questi giorni si sta tanto parlando?

Il Dossier Statistico Immigrazione ha provveduto a dare una spiegazione d’insieme a questa delicata situazione creatasi nel nostro paese.

Il documento è nato in collaborazione con la IDOS in partenariato con “Confronti” e con il sostegno dell’8xMille della Tavola Valdese, in pubblicazione il prossimo 24 ottobre a Roma e in tutte le regioni e le province autonome d’Italia

Chi sono i nuovi italiani

Oggi è possibile parlare di “nuovi italiani” a fronte del fatto che secondo le nuove statistica in Italia ci sono quasi due milioni di minori stranieri, il cui 75% nato sul suolo italiano.

Alla fine del 2018 questo numero è cresciuto a dismisura, fino a ritenere che dal 2011 ad oggi, un milione di nascite italiane apparteneva a coppie di genitori migranti.

Nel crescere qui, palese è dunque che frequentano le nostre scuole e i nostri luoghi pubblici. A dimostrazione di quanto per l’anno scolastico 2017-2018 si contavano 541 mila alunni stranieri.

Una influenza anche nello sport

La componente multietnica nello Stato italiano è palesemente palpabile anche in quelli che sono gli eventi sportivi che ci riguardano.

I giovani delle nuove generazioni, nati e cresciuti in Italia, hanno socializzato e si sono integrati, entrando a far parte di piccole squadre di paese.

Nonostante questo, resta il fatto che sul piano legislativo la loro cittadinanza è differente dallo stato in cui vivono, pertanto sul piano agonistico risulta impossibile per loro gareggiare sotto quei colori della bandiera, che a prescindere, sentono parte della loro vita.

seconde generazioni

In fondo, spesso appartengono ad uno stato che nemmeno hanno mai visto, e le cui usanze sono solo un racconto sovente fornito dai genitori per ricordare loro le origini.

I contrasti ideologici

Pur essendoci questa mescolanza di culture, e nonostante le seconde generazioni siano integrati per bene, esistono in materia di cittadinanza e di tanti altri fattori molti contrasti ideologici e polemici.

Essendosi allargati gli alberi genealogici di questi stranieri (il quarantenne ha a sua volta un figlio ventenne diventato padre), a chi si rivolgerebbe questa proposta di legge?

La divergenza ideologica parte proprio da questo assunto.

E così, l’iter legislativo, nuovamente ripreso il 3 ottobre dalla Commissione Affari Costituzionali, ha generato nuovi scontri e nuove polemiche, troppe volte alimentate dalla poca tolleranza degli italiani di dare un valore così forte come la nazionalità ad un qualunque soggetto la cui stirpe è straniera.

Scuola e cittadinanza: binomio vincente?

C’è qualcuno all’interno della componente politica e parlamentare di provare a legare la cittadinanza all’iter scolastico.

Più semplicemente se il percorso istruttivo si conclude a buon fine, il diretto interessato acquisirebbe la cittadinanza di diritto (e qui si parla di ius culturae).

Claudio Paravati, direttore del Centro Studi e Rivista Confronti dichiara “È urgente riconoscere la cittadinanza italiana a questi giovani, perché sono parte integrante del presente, e non solo del futuro del nostro Paese. Solo così potranno ridursi quei cortocircuiti identitari che ostacolano il percorso di crescita e integrazione nella società”.

E se si tornasse alla discendenza per Unità d’Italia?

Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche IDOS, lancia invece una proposta ancora più peculiare, collegata alle ascendenze pre-Unità d’Italia.

L’incapacità di riformare, in 27 anni dal suo varo, una legge sulla cittadinanza già nata anacronistica, che agevola l’acquisizione per chi, pur volendo restare all’estero, vanta ascendenze di sangue addirittura precedenti all’Unità d’Italia e la sbarra a persone nate e insediate in Italia giunte già alle terze generazioni, può finalmente risolversi ora, a condizione che una visione realistica comune prevalga su sterili prese di posizione ideologiche”.

Alcuni numeri, per capire la portata del fenomeno

Ad inizio 2018 i migranti di seconda generazione che vivevano in Italia erano più di 1,3 milioni.

Tre quarti di loro erano già nati nel nostro Paese e gli altri erano comunque arrivati qui da piccoli.

Sono più di 540mila quelli che frequentato la scuola, pari al 63,1% di tutti gli alunni stranieri, che sono in tutto 842mila.

Complessivamente rappresentano il 9,7% rispetto al totale degli alunni italiani.

Scendendo nel dettaglio il numero più alto di stranieri nelle scuole italiane si registra nelle scuole dell’infanzia (con l’84,4%) e nelle primarie con il 75,2%.

Ma quali sono i più assidui a scuola ?

Certamente i cinesi con l’82,3%, seguiti dai marocchini e dagli albanesi con il 76% e dai filippini con il 67%.

Un dettaglio non da poco perché conferma che lo ‘Ius Culturae’, il progetto di riforma della legge sulla cittadinanza legata al percorso scolastico ha un senso profondo.

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dott.ssa Alessia D'Anna
Dott.ssa Alessia D. 25 anni laureata in giurisprudenza ed esperta del settore legale

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