Ius soli approda in Senato, dibattito acceso

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Riforma della cittadinanza, al Senato è subito bagarre

Governo e Pd vogliono arrivare in fretta all’approvazione dello ‘ius soli temperato’ ma la Lega (e anche i 5 Stelle) faranno battaglia: ma come funziona la riforma e quali numeri prevede?

Nessuno può avere certezza se questa legislatura arriverà alla sua naturale scadenza nel 2018 oppure in Italia si voterà prima ma in ogni caso il senato vuole licenziare in fretta la modifica della legge sulla cittadinanza basata sullo ‘ius soli’ che da troppo tempo giace in Parlamento e che di recente è stata approvata dalla camera.

Ma l’argomento, non solo per il clima internazionale avvelenato dai molti attentati, è molto delicato e l’ennesima riprova è arrivata alla ripresa dei lavori oggi, 15 giugno 2017, con una seduta a dir poco animata.

La possibile riforma infatti è stata contestata in maniera dura da alcuni senatori della Lega che si sono alzati dai loro banchi per protestare e hanno esposto striscioni di protesta.

E nel parapiglia che si è scatenato, con i Commessi del senato che cercavano di far sparire i fogli dalle mani dei senatori, è rimasta coinvolta anche la ministra all’Istruzione, Valeria Fedeli, che ha ricevuto uno spintone e ha dovuto farsi medicare in infermeria anche se dopo poco tempo ha ripreso regolarmente il suo posto confermando di non volersi perdere i lavori per quella che considera una battaglia di civiltà.

Tutto è nato quando in Senato è stato confermato il parere favorevole all’inversione dell’ordine del giorno dei lavori e collocato lo ‘ius soli ‘ prima del voto sulle pregiudiziali di costituzionalità del decreto vaccini, altro tema caldissimo del momento.

Relazione del senatore Torrisi e l’espulsione del senatore Volpi

Dopo la decisione del Presidente, Pietro Grasso, di espellere il leghista Raffaele Volpi per la protesta, il leghista ha deciso di non uscire dall’aula, gesto che avrebbe bloccato i lavori. Così Grasso ha fatto dietrofront revocando l’espulsione e tutto è andato avanti regolarmente anche se il dibattito e le votazioni non sono prossime.

espulsione senatore Volpi Atto Senato n. 2092

espulsione senatore Volpi

In realtà il disegno di legge sullo ‘ius soli temperato’ è arrivato in Parlamento nel 2013 e ha ottenuto il primo via libera della Camera nell’ottobre 2015, ma da allora è tutto fermo in attesa del Senato che è passaggio obbligatorio per la sua approvazione.

Al momento non ha un relatore, di per sé problema superabile, ma soprattutto mentre il governo e il Pd hanno tutta la volontà per fare approvare la riforma prima che termini la legislatura, ci sono anche migliaia di emendamenti presentati dalla Lega e il MoVimento 5 Stelle ha già preannunciato che come era successo alla camera anche in Senato i suoi esponenti si asterranno dal voto (quindi automaticamente saranno contrari).

Ma in questi mesi anche Forza Italia e Area Popolare hanno posto dei veti importanti pur non essendosi dichiarati apertamente a sfavore.

senatore Torrisi intervento disegno legge cittadinanza Atto Senato n. 2092

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Lo ius soli temperato o soft

Ma cosa prevede il disegno di legge sullo ‘ius soli temperato‘ ?

Dispone il diritto alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, a patto che uno dei genitori sia in possesso di permesso UE di soggiorno lungo periodo e sia residente nel nostro Paese legalmente in via continuativa da almeno 5 anni.

Inoltre può acquisire la cittadinanza, con dichiarazione di volontà obbligatoria, il minore nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima dei 12 anni se abbia frequentato in Italia un percorso scolastico/formativo per almeno cinque anni.

E ancora, potrà chiedere la cittadinanza italiana chi sia entrato in Italia non ancora maggiorenne, risieda qui da almeno sei anni e abbia frequento un ciclo scolastico o un percorso di istruzione professionale ottenendo un titolo di studio oppure una qualifica.

Ius soli in Europa

ius soli mondo

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Il modello francese

Un modello simile a quello della Francia in cui la sola nascita sul territorio nazionale non conta per l’attribuzione della cittadinanza, acquisita automaticamente al compimento della maggiore età se lo straniero abbia la propria residenza in Francia o abbia avuto la propria residenza abituale durante un periodo, continuo o discontinuo, di almeno cinque anni dagli 11 anni in poi.

Ma si acquista la cittadinanza anche dopo quattro anni di matrimonio con un francese o per naturalizzazione dopo cinque anni che scendono a due se lo straniero richiedente non abbia compiuto e ultimato due anni di studi in un’università francese o abbia reso importanti servizi allo Stato.

Il modello tedesco

Lo ‘ius soli’ invece è legge in Germania dal 2000: sono tedeschi i figli di stranieri che nascono in Germania, a patto che almeno uno dei genitori risieda abitualmente e legalmente nel Paese da almeno otto anni e goda del diritto di soggiorno a tempo indeterminato.

Il modello della Gran Bretagna

In Inghilterra lo ‘ius soli’ è ancora più aperto per gli stranieri: la cittadinanza è di diritto per il minore nato sul territorio nazionale se uno dei genitori, cittadino non britannico, si sia stabilito nel Regno Unito e quindi risieda a tempo indeterminato e senza i limiti temporali previsti dalla legislazione in materia di immigrazione oppure sia residente nel Paese nei dieci anni successivi alla nascita, mentre i tempi della residenza per la naturalizzazione sono pari a cinque anni.

I numeri delle nuove concessioni di cittadinanza italiana

E quali sarebbero quindi i numeri in Italia?

Il numero di cittadini non comunitari diventati italiani, come testimoniano i dati Istat, sono passati da circa 50mila nel 2011 a quasi 159 mila nel 2015.

Inoltre se fino al 2008 erano più numerose le acquisizioni per matrimonio, rispetto a quelle per residenza, il trend si è invertito negli ultimi anni perché quelle per residenza superano il 49%.

Inoltre aumentano i giovani immigrati di seconda generazione che diventano italiani al compimento del diciottesimo anno di età, passati da circa 10 mila nel 2011 ad oltre 66 mila nel 2015. Secondo Eurostat quindi l’Italia è il primo Paese europeo per numero di nazionalità concesse.

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Sonia Paolin
Sonia Paolin
Web Writer, articolista e scrittrice di cittadinanza italiana

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