Lingua italiana obbligatoria per la cittadinanza nel decreto salvini

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Decreto Salvini, lingua italiana obbligatoria per presentare la domanda di cittadinanza

L’emendamento 14.7 approvato al decreto salvini cittadinanze e immigrazione  introduce nella legge sulla cittadinanza l’articolo 9.1, che sottopone l’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio (art. 5) e per la cittadinanza per residenza (art. 9) al possesso da parte dell’interessato di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Rifermento per le Lingue (QCER).

L’emendamento aggiunge dopo l’articolo 9 della legge di cittadinanza il seguente articolo:

Art. 9.1  legge 5 febbraio 1992, n. 91
1. La concessione della cittadinanza italiana ai sensi degli articoli 5 e 9 è subordinata al possesso, da parte dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).

A tal fine, i richiedenti, che non abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’articolo 4-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 o che non siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del medesimo decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono tenuti, all’atto di presentazione dell’istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o privato riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; ovvero a produrre apposita certificazione rifasciata da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteti e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca’‘».

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Il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue- QCER (Common European Framework of Reference for Languages -CEFR) è stato messo a punto dal Consiglio d’Europa come parte principale del progetto Language Learning for European Citizenship (apprendimento delle lingue per la cittadinanza europea), allo scopo, fra l’altro, di aiutare a superare gli ostacoli nella comunicazione derivanti dai diversi sistemi educativi presenti in Europa e di definire livelli di competenza su cui misurare i progressi di apprendimento.

Il CEFR si articola in sei livelli di riferimento (A1, A2, B1, B2, C1 e C2), che costituiscono i parametri per valutare il livello di competenza linguistica individuale.

Il livello B1 della lingua italiana necessario per la domanda di cittadinanza italiana

In particolare, il livello B1 prevede la capacità di sostenere conversazioni semplici su argomenti noti o di interesse, comprendendo gli elementi principali in un discorso, la capacità di comprendere l’essenziale di trasmissioni radiofoniche e televisive su argomenti di attualità o temi di interesse personale o professionale, la comprensione di testi scritti di uso corrente legati alla sfera quotidiana o al lavoro, la scrittura di testi semplici su argomenti noti o di interesse.

Per dimostrare tale conoscenza, all’atto di presentazione dell’istanza di cittadinanza i richiedenti sono tenuti:

  • ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o privato riconosciuto dal Ministero degli affari esteri (MAECI) o dal Ministero dell’istruzione (MIUR);
  • il possesso di un titolo di studio rilasciato da istituti d’istruzione riconosciuti dal MAECI (scuole italiane all’estero) costituisce attestazione della conoscenza linguistica richiesta dalla norma ; ovvero a produrre apposita certificazione della lingua, rilasciata da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero degli affari esteri o dal Ministero dell’istruzione.

Le certificazioni relative alla competenza linguistica CLIQ (Certificazione Lingua Italiana di Qualità) sono rilasciate, previo il superamento di prove d’esame, dai quattro enti certificatori riconosciuti dal MAECI: la Società Dante Alighieri, l’Università per Stranieri di Perugia, l’Università per Stranieri di Siena e l’Università degli Studi Roma Tre.

All’estero è possibile sostenere gli esami per il rilascio dei certificati di competenza linguistica CLIQ presso diversi enti che sono elencati nel sito del MAECI

Esclusi dalla dimostrazione della conoscenza della lingua italiana

Da tale specifico onere di attestazione sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’art. 4-bis del TU in materia di immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998) e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, trattandosi di situazioni per le quali la legge già presuppone una valutazione di conoscenza della lingua italiana.

Per ottenere il rilascio del permesso di soggiorno lo straniero deve stipulare un accordo di integrazione (art. 4-bis, D.Lgs. n. 286/1998), introdotto dalla legge sulla sicurezza (L. 94/2009) quale processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri (art. 1, comma 25).

Accordo di integrazione

L’accordo di integrazione è diventato operativo con l’adozione del regolamento di attuazione (DPR 14 settembre 2011, n. 179). L’accordo funziona con un sistema di attribuzione di crediti, di cui 16 sono assegnati all’atto della sottoscrizione.

La conoscenza della lingua e della cultura italiana rappresenta l’elemento centrale dell’Accordo di integrazione: con la sottoscrizione dell’Accordo lo straniero si impegna, infatti, ad acquisire una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2 del quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa.

Permesso soggiorno di lungo periodo

Inoltre, il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, riservato agli stranieri residenti da lungo tempo nel nostro Paese, è subordinato al superamento da parte del richiedente di un test di conoscenza della lingua italiana (art. 1, comma 22, lett. i).

Le modalità di svolgimento del test sono state definite con il decreto del Ministro dell’interno 4 giugno 2010.

Considerazione finale

La norma introdotta per emendamento sembra studiata per bloccare le cittadinanze per matrimonio con coniugi stranieri non integrati, con scarsa conoscenza della lingua italiana (infatti i requisiti della cittadinanza per matrimonio richiedono solo 2 anni di residenza in Italia). In passato si sono verificati casi di nozze combinate per ottenere la cittadinanza italiana.

Sintesi a cura dello Studio Legale

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

1 Comment on "Lingua italiana obbligatoria per la cittadinanza nel decreto salvini"

  1. mia moglie | 7 novembre 2018 at 8:13 |

    Salve mia moglie ha fatto la domanda per cittadinanza di matrimonio 2 anni fa,deve fare esame di lingua italiana?devo aspettare 4 anni con il nuovo decreto?

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