Lingua italiana e 4 anni per la cittadinanza, Salvini spiega le nuove regole

LINGUA ITALIANA B1 E Lingua italiana e 4 anni per la cittadinanza Salvini spiega le nuove regole

Il Ministero dell’Interno ha spiegato con una circolare le regole sulla conoscenza della lingua italiana per i richiedenti la cittadinanza

La circolare Ministero dell’Interno del 25 gennaio 2019 numero 6204 ha finalmente stabilito dei punti fermi sul test di italiano e 4 anni di durata che tanto creava apprensione sugli Stranieri in attesa di presentare la pratica di cittadinanza.

Vediamo insieme i punti principali delle istruzioni impartite dal Viminale.

Il decreto Salvini e il termine di 48 mesi per concludere le pratiche

Decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge, con modificazioni, dall’ art. 1, comma 1, legge 1° dicembre 2018, n. 132.Modifiche in materia di cittadinanza” ha introdotto nuove disposizioni in materia di cittadinanza, modificando e integrando la legge n. 91 del 1992.

Al riguardo il Viminale ribadisce che il termine di definizione dei procedimenti di cittadinanza per residenza e per matrimonio è elevato a 48 mesi dalla data di presentazione dell’istanza, come già risulta nel sistema informativo Sicitt

Tale termine di conclusione delle pratiche di cittadinanza si applica a Tutti : ai “procedimenti in corso”, ovvero ai procedimenti non ancora definiti alla data del 5 ottobre 2018, cioè non ancora conclusi con provvedimento espresso, sia che il previgente termine biennale sia decorso, sia che esso risulti non ancora spirato.

L’aumento a 250 euro del contributo cittadinanze

Dalla medesima data del 5 ottobre 2018 il nuovo importo del contributo al cui pagamento sono soggette le istanze di cittadinanza è di 250 euro.

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Sparisce il silenzio assenso per le cittadinanze per matrimonio

Sempre a far data dal 5 ottobre 2018 viene abrogata la disposizione (art. 8, comma 2 della legge di cittadinanza n. 91/1992) che preclude il rigetto dell’istanza di acquisizione della cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dall’istanza medesima.

Ne consegue che non si configura più il silenzio assenso sulla domanda dello straniero coniugato con un cittadino italiano allo scadere dei termini.

Giudice delle cittadinanze per matrimonio diventa il TAR

Il Ministero dell’Interno precisa che resta invece impregiudicato il potere di negare la cittadinanza per matrimonio, anche dopo lo spirare del limite temporale.

Questo porta il logico riespandersi della giurisdizione amministrativa (Tar e Consiglio di Stato).

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Necessità di un’adeguata conoscenza della lingua italiana livello B1

Il decreto Salvini cittadinanze e immigrazione, in sede di conversione in legge, ha introdotto il requisito del possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana per le domande presentate, ai sensi degli articoli 5 e 9 della legge n. 91 del 1992, a decorrere dal 4 dicembre 2018.

Titolo di studio di un istituto di Istruzione pubblico o paritario

Per dimostrare tale conoscenza della lingua – richiesta al livello B1 del QCER – all’atto della presentazione dell’istanza i richiedenti sono tenuti ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario in Italia o all’estero, riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Certificazione della lingua italiana da parte delle Università per stranieri

In alternativa, gli interessati sono tenuti a produrre apposita certificazione attestante il livello richiesto di conoscenza della lingua italiana, rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti dai Ministeri: si tratta dell’Università per stranieri di Perugia, dell’Università per stranieri di Siena, dell’Università di Roma Tre e della Società Dante Alighieri e della connessa rete nazionale e internazionale di istituzioni ed enti convenzionati, rintracciabili nelle informazioni pubblicate sui siti dei medesimi Dicasteri ed enti certificatori.

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Come dimostrare il possesso del titolo di studio o certificazione ?

Qualora il titolo di studio o la certificazione vengano rilasciati da un ente pubblico, i richiedenti dovranno autocertificarne il possesso, indicando gli estremi dell’atto, mentre, se si tratta di un istituto paritario ovvero di un ente privato, essi dovranno produrne copia autenticata.

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Chi sono esclusi ?

Da tale specifico onere di attestazione sono esclusi coloro che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione, di cui all’art. 4-bis del digs. n. 286/1998 e al D.P.R. n. 179/2011, e i titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di cui all’articolo 9 del medesimo d.lgs., i quali dovranno soltanto fornire, al momento della presentazione dell’istanza, gli estremi rispettivamente della sottoscrizione dell’accordo e del titolo di soggiorno in corso di validità, in quanto la legge già presuppone una valutazione della conoscenza della lingua italiana.

Quale conseguenze in caso di mancata indicazione del titolo di studio, certificato o permesso illimitato ?

Saranno rifiutate tutte le istanze di cittadinanza per matrimonio e per residenza presentate dal 5 dicembre 2018 in poi, se prive delle autocertificazioni o attestazioni sopraindicate.

Qualora siffatte domande siano state già acquisite in Sicitt, codesti Uffici dovranno provvedere alla dichiarazione di inammissibilità, previo preavviso ai sensi dell’art. 10 bis della legge 241/1990.

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Cittadinanze iure sanguinis : certificati ed estratti

A partire dal 5 dicembre 2018 è stata inoltre stabilita, nell’ambito dei procedimenti di riconoscimento iure sanguinis della cittadinanza italiana, anche ai sensi della legge 8 marzo 2006, n. 124, la previsione di un termine di sei mesi per il rilascio degli estratti e dei certificati di stato civile da parte degli ufficiali di Stato civile in Italia e all’estero.

Revoca della cittadinanza

Infine le nuove disposizioni introducono anche l’istituto della revoca della cittadinanza, conseguita per matrimonio, residenza ed elezione al diciottesimo anno d’età, da adottarsi a cura della Direzione Centrale del Ministero, alle condizioni e nelle specifiche fattispecie di condanna irrevocabile per reati in materia di terrorismo ed eversione.

Sintesi a cura dello Studio Legale

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Avv. Angelo Massaro
Avvocato esperto in problematiche dell'immigrazione e diritto di cittadinanza

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