Ripresa lavori di riforma della legge di cittadinanza italiana

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Nuovo appuntamento nel complesso procedimento di riforma della Legge sulla Cittadinanza italiana : riprendendo i lavori interrotti durante il periodo natalizio, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha oggi proseguito l’analisi del progetto di Legge di Riforma, già approvato alla Camera dei Deputati.

Hanno preso parola, nella seduta odierna della Commissione, i senatori Giorgio Pagliari, del Partito Democratico, Riccardo Mazzoni, appartenente al Partito della Libertà, Patrizia Bisinella, di Federalismo Autonomie e Libertà, e Mario Mauro di Scelta Civica per l’Italia.

Sia il senatore Pagliari che Mazzoni hanno sottolineato il rischio del trattare un tema delicato, come quello della riforma della cittadinanza, in un momento storico così delicato come l’attuale, nel quale la paura di attentati terroristici e la pressione esercitata dai richiedenti asilo potrebbe causare incomprensioni presso l’opinione pubblica.

Il senatore Mazzoni, nello specifico, ha proprio fatto riferimento alla decisione del Governo “di rinviare l’abolizione del reato di clandestinità per non offendere la sensibilità dell’opinione pubblica”, mentre il senatore Pagliari ha indicato come la discussione sulla riforma della cittadinanzadebba svolgersi senza alcun condizionamento”, separando “nettamente il tema della cittadinanza da ogni considerazione sull’accoglienza dei richiedenti asilo, trattandosi di situazioni del tutto differenti”.

Ciò nonostante entrambi hanno sottolineato come, a loro avviso, sia necessario superare l’attuale normativa sulla cittadinanza, basata sullo ius sanguinis : il senatore Pagliari ha ritenuto il testo approvato alla Camera “equilibrato e omogeneo rispetto ai principi dell’ordinamento comunitario e nazionale”, nonché volto “ad agevolare l’inserimento dei minori immigrati, attraverso il riconoscimento della cittadinanza, all’esito di un percorso di integrazione già compiuto”.

Il senatore Mazzolini, invece, ha espresso come a suo giudizio “la normativa sullo ius sanguinis, risalente al 1992, sia ormai obsoleta”. Vedendo positivamente l’introduzione dello ius solis ha precisato come sia “indispensabile che al principio dello ius soli sia affiancato quello dello ius culturae, per favorire un percorso di integrazione volto non solo alla conoscenza della lingua e dei principi costituzionali italiani, ma anche alla condivisione del patrimonio di valori della società occidentale, in particolare con riferimento alla parità tra uomo e donna”. Ha quindi dichiarato “equilibrata e condivisibile” la Riforma della Cittadinanza italiana così come approvata dalla Camera dei Deputati.

La senatrice Bisinella, invece, ha evidenziato come il documento approvato alla Camera presenti “alcune situazioni di criticità”, riservandosi il diritto di trattarle in seguito durante l’analisi degli emendamenti ma già anticipando come si debba, a suo avviso, approfondire la valutazione dell’ipotesi “che i genitori del minore, il quale nel frattempo abbia acquisito la cittadinanza, perdano il titolo a risiedere sul territorio italiano”.

Infine il senatore Mario Mauro, pur condividendo la “necessità di un adeguamento della normativa in materia di cittadinanza” ha segnalato come, “prima ancora di ogni intervento normativo” si debba “costruire un percorso di effettiva integrazione degli immigrati”.

A tal fine ha portato l’esempio di “Francia, Belgio e Inghilterra, dove gli immigrati di seconda e terza generazione, pur essendo apparentemente inseriti nel contesto sociale, hanno costituito comunità separate”.

Si è conclusa così la seduta della Commissione Affari Costituzionali del Senato datata 12 gennaio 2016, rimandando alla successiva seduta il seguito dell’esame congiunto.

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Giraldi Costantino
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